Infatti, i principali obiettivi delle nostre attività in relazione al campi di esperienza “il sé e l’altro” sono stati proprio:
- Vivere la diversità come una ricchezza, non come qualcosa da evitare
- Sviluppare il senso di appartenenza alla comunità
Come prima cosa siamo partiti dall’ascolto di una storia sul teatrino chiamato Kamishibook: Lino il calzino non trova il suo compagno Linodue. Disperato lascia il mondo dei calzini e viaggiando alla ricerca del suo gemello, approda in diversi paesi e incontra spazzolini, tazzine e altri amici tutti diversi fra loro e che se la spassano alla grande!! Il calzino Lino a ogni incontro dubita sempre di più della sua necessità di ritrovare il calzino identico a lui, fino a che capisce che stare insieme a chi non è come lui, è ancora più divertente e speciale! Alla fine della storia Lino festeggia felice insieme a tutti i suoi nuovi amici che sono così diversi che più diversi non si può!
Riflettiamo poi su come anche noi a volte andiamo alla ricerca di chi è più simile a noi, ma stare con altri bambini che non hanno i nostri stessi interessi o non vengono dal nostro stesso paese ci può far conoscere più cose e puó farci fare esperienze bellissime!
Dopo questo momento iniziale i bambini si siedono al loro tavolo e ricevono due piccoli calzini con l’indicazione di colorarli e decorarli a piacere, ma UNO DIVERSO DALL’ALTRO perché così è più divertente.
Una volta finita questa attività, le maestre ritagliano i calzini e dopo averli plastificati li fanno diventare dei portachiavi che i bambini porteranno a casa come ricordo di questa bellissima giornata!
Nel pomeriggio viene proposta invece un’altra attività che aggiunge un ulteriore obiettivo ovvero legare la nuova attività con le conoscenze pregresse relative alle forme su cui abbiamo lavorato con i bambini nell’ultimo periodo.
La richiesta è ancora decorare i calzini in modo diverso, ma stavolta questa diversità si dovrà ottenere incollando forme diverse nei due calzini: se si incollano dei quadrati in un calzino, non si dovranno mettere anche nell’altro. Anche i piccoli svolgono correttamente questa attività!
Decorare i calzini può sembrare un compito semplice, ma soprattutto per bambini di 3 anni in realtà non è così facile, sia perché la loro coordinazione motoria fine è ancora in una fase iniziale di sviluppo, sia perché entra in gioco la capacità di comprendere istruzioni verbali, tenerle a mente e tradurle in più azioni concrete (prendere un colore, riempire uno spazio piuttosto piccolo, cambiare matita, discriminare le forme e incollarle secondo le indicazioni, …).
CODING UNPLUGGED
La nostra proposta educativa e didattica, arriva poi alla fase finale, quella del coding.
Il coding nelle scuole, a partire da quelle dell’infanzia, è obbligatorio già dal 2022 (Mozione n. 1-00117 del 12 marzo 2019), anche se credendo nel suo valore, nella nostra scuola lo proponiamo da molto tempo prima.
Ma cosa vuol dire fare coding?
Vuol dire avvicinare gli alunni ai principi della programmazione fin dalla tenera età. Questo approccio oltre a sviluppare competenze digitali fondamentali, promuove il pensiero logico e computazionale, la risoluzione dei problemi e la creatività.
In particolare si usa il coding unplugged che avvicina ai suddetti principi in modo ludico e divertente, senza l'uso di computer o dispositivi digitali, ma attraverso puzzle, costruzioni a blocchi,… nella nostra scuola si è adottato Codyfeet, ovvero un metodo di coding unplugged pensato proprio per i bambini della scuola dell’infanzia: si usano percorsi a tessere quadrate che rappresentano in modo intuitivo le istruzioni necessarie per percorrerli, come muoversi a sinistra, a destra o andare dritto. Il disegno dei piedi riportato in ogni tessera e le freccine che funzionano a incastro come un puzzle sono gli elementi caratterizzanti che facilitano la comprensione.
Tornando alla nostra attività, si è lavorato nei giorni precedenti alla giornata dei calzini spaiati e nei giorni successivi.
La fase propedeutica è servita per introdurre i bambini al coding e far conoscere loro la terminologia, la modalità di uso delle tessere e come avvengono gli spostamenti.
Diventiamo quindi dei robot e impariamo la loro lingua:
- il triangolo sullo sfondo azzurro vuol dire VIA
- i piedi sullo sfondo grigio significano VADO SOLO AVANTI
- i piedi sullo sfondo rosso significano GIRO A DESTRA E VADO AVANTI
- i piedi sullo sfondo giallo significano GIRO A SINISTRA E VADO AVANTI
- il cerchio sullo sfondo azzurro vuol dire STOP
I bambini hanno appreso velocemente il significato delle diverse tessere e hanno presto imparato il ruolo dei robot.
Che bello vedere che anche i più piccoli, aiutati dai compagni, fanno il percorso!
Le fasi successive sono fondamentali perché recuperando le informazioni in memoria dopo averle lasciate sedimentare, l’alunno può potenziare la sua conoscenza e renderla più stabile.
Perciò torniamo a giocare con le tessere ma stavolta lo facciamo in palestra e facciamo dei giochi a squadre.
Altro step: usiamo delle tessere uguali a quelle usate sulla tovaglia ma in versione da tavolo. I bambini dimostrano di aver assimilato quanto precedentemente proposto e riescono a costruire i percorsi in modo corretto!
Arriviamo al giorno della festa dei calzini spaiati ed aggiungiamo una nuova tessera. É una tessera vuota che però ha le freccettine direzionali e quindi deve essere posizionata considerandole, sempre seguendo il solito criterio. Sono tessere personalizzabili ed è questa personalizzazione a definire il comando.