lunedì 2 febbraio 2026

I tre giorni della merla: percorso di scoperta e crescita per i bambini di 3 anni


In occasione dei giorni della merla, è stato proposto ai bambini di tre anni un breve ma significativo percorso educativo, pensato per avvicinarli in modo semplice e coinvolgente a una tradizione popolare, favorendo allo stesso tempo importanti apprendimenti sul piano cognitivo, linguistico ed espressivo.

Il percorso è iniziato con la drammatizzazione della storia dei giorni della merla da parte dei docenti. Questa scelta si è rivelata particolarmente efficace, poiché vedere gli adulti interpretare i personaggi ha catturato l’attenzione dei bambini e li ha aiutati a comprendere meglio la narrazione. In particolare, è stato possibile soffermarsi sul cambiamento dei merli, che da bianchi diventano neri, introducendo in modo naturale il concetto temporale di prima e dopo, fondamentale nello sviluppo del pensiero logico nei bambini piccoli.



Successivamente, a ciascun bambino sono stati consegnati due fogli, uno alla volta, raffiguranti i merli nel nido vicino al comignolo. Nel primo disegno i bambini hanno “colorato” i merli di bianco applicando il Playmais, mentre nel secondo hanno utilizzato la lana nera.
Questa attività ha stimolato la creatività, potenziato la motricità fine e la manipolazione, e ha rinforzato ulteriormente la comprensione della sequenza temporale prima/dopo attraverso l’esperienza concreta. L’attività è proseguita con la visione di un breve video-cartone animato che raccontava la stessa storia. 

Dopo la visione, all’interno del laboratorio, i bambini hanno partecipato a una loro personale drammatizzazione, ripercorrendo i momenti principali della storia. È stato un momento molto coinvolgente e divertente, che ha permesso ai bambini di interiorizzare il racconto, stimolando il linguaggio verbale e corporeo, attraverso le parole, il  movimento e l’espressione.
 

Infine, tornati in classe, è stato consegnato a ciascun bambino un foglio diviso in due parti, con la medesima immagine dei merli nel nido. Nella prima immagine i bambini hanno incollato pezzetti di carta bianchi, mentre nella seconda pezzetti di carta neri.


Questa attività ha avuto una funzione di verifica, permettendo agli insegnanti di osservare la comprensione della storia e la rielaborazione del concetto di prima e dopo.

Questo breve percorso è stato fonte di numerosi stimoli per i bambini, che hanno avuto modo di sperimentare, osservare, manipolare e rielaborare la storia in forme diverse. Attraverso attività pratiche, simboliche ed espressive, i bambini hanno potenziato le proprie competenze cognitive, linguistiche e motorie, vivendo un’esperienza educativa significativa, coerente con la loro età e capace di unire apprendimento e piacere di fare insieme.

domenica 1 febbraio 2026

Attività Fiororsi fine Gennaio

Esplorazione corporea, animali e spazio:
Il percorso svolto a fine gennaio è stato arricchito dalla gita a Chiusi   ( https://infanziacetona.blogspot.com/2026/01/uscita-didattica-chiusi.html  )  
durante la quale i bambini, attraverso il gioco simbolico, si sono trasformati “per finta” in piccole formiche per visitare un labirinto sotterraneo.
Al rientro a scuola, per dare continuità e coerenza all’esperienza — poiché nulla del percorso è lasciato al caso — abbiamo riflettuto sulla storia su cui stiamo lavorando,
“Vietato agli elefanti”
Tra i numerosi animali raccontati e descritti, ci siamo accorti che non era mai stata nominata la formica, animale piccolo ma fondamentale per l’equilibrio della natura e, come tutti gli esseri viventi, degno di rispetto.
Da questa osservazione è nato un nuovo collegamento: anche a scuola i bambini si sono “ritrasformati” in formichine e hanno costruito e sperimentato un percorso-labirinto, utile per lavorare sui concetti topologici, sul controllo del proprio corpo e sul rispetto dei turni.
In classe in uno spazio più ristretto 
E in palestra in uno spazio molto più grande con altre attrezzature.
Successivamente il lavoro viene trasferito sul piano grafico. 
Ai bambini vengono proposti labirinti su foglio, che permettono di rielaborare l’esperienza corporea vissuta, rafforzando l’orientamento spaziale e la capacità di seguire un percorso strutturato.
 “Come si muove il mio animaletto?”
Distribuiamo nello spazio diversi animali (figure, pupazzi o immagini).
Con una musica stop and go,
 i bambini si muovono liberamente:
quando c’è silenzio, 
camminano o esplorano lo spazio;
quando parte la musica, si fermano davanti a uno degli animali e ballano imitando, come secondo loro, si muove quell’animale.
L’attività viene poi ripetuta utilizzando i versi degli animali al posto del movimento, stimolando un diverso tipo di ascolto e risposta corporea, l'immaginazione e la creatività 

Insiemistica: 
animali di terra, aria e acqua
Prima si  compie una classificazione su dei piatti bianchi 
Poi si lavora creando una scheda

Confronto tra corpo umano e corpo degli animali
Gioco di ascolto corporeo: conoscenza e percezione di ogni parte di sé stessi.
Con una musica di sottofondo, diversa di volta in volta, i bambini, a coppie o in trio, si muovono ballando liberamente nello spazio, cercando di mantenere il contatto corporeo con il compagno per tutta la durata dell’ascolto.
In una seconda proposta, con musiche che presentano andature diverse (lento, veloce, cambi di ritmo), i bambini si muovono nello spazio. A intervalli, l’insegnante pronuncia ad alta voce “due” o “tre”: i bambini devono unirsi in coppia o in gruppo, appoggiando le spalle e continuando a muoversi insieme, restando “attaccati” ai compagni.

Gioco dello specchio e dell'ombra 
Nel gioco dello specchio, i bambini lavorano a coppie, uno di fronte all’altro. Con una musica di sottofondo, un bambino si muove liberamente mentre l’altro lo imita come fosse il suo riflesso, cercando di riprodurne movimenti, ritmo e intensità.
Non è sempre facile per tutti accettare sia il ruolo di leader sia quello da gregario.
Queste attività sono importanti, oltre che per il corpo, anche per i sentimenti e lo sviluppo empatico.
Nel gioco dell’ombra, i bambini sono disposti uno dietro l’altro: chi sta dietro segue e imita i movimenti del compagno davanti, come fosse la sua ombra.
Gioco della pallina
I bambini si dispongono a coppie, uno di fronte all’altro.
Con una musica di sottofondo, un bambino muove una pallina nello spazio (in alto, in basso, veloce, lenta…), mentre l’altro si muove con il corpo come se fosse la pallina, seguendone ritmo, direzione e qualità del movimento.
Obiettivi:
coordinazione motoria
ascolto visivo e musicale
consapevolezza corporea
imitazione ed espressione del movimento

A seguito quindi delle varie esperienze legate agli animaletti e a sé stessi:
andature, parti del corpo, versi, suoni e parole,
ai bambini viene chiesto di disegnare sé stessi da una parte e il proprio animale dall’altra.
Si avvia una comparazione tra le parti del corpo umano e quelle degli animali, individuando somiglianze e differenze.




L’attenzione si concentra poi esclusivamente sul corpo umano.
L’insegnante suona un djembe mentre i bambini si muovono liberamente nello spazio. Allo stop della musica, l’insegnante indica una parte del corpo (mano, piede, ginocchio, schiena, ecc.) che i bambini devono utilizzare per toccare terra.

In parallelo alle attività motorie vengono proposte attività di potenziamento cognitivo. 
La storia “Vietato agli elefanti” viene nuovamente raccontata e successivamente vengono disposte a terra le immagini della narrazione, affinché i bambini, uno alla volta, possano riordinarle nella corretta sequenza, descrivendo e ricostruendo verbalmente gli eventi.
Questa attività non è finalizzata solo al miglioramento del linguaggio, dell’espressione emotiva e della correttezza sintattica, ma soprattutto allo sviluppo della capacità di organizzare mentalmente le informazioni in modo astratto. 
Riordinare gli eventi secondo una sequenza temporale — prima, durante e dopo — rappresenta una fondamentale abilità cognitiva che si struttura già nella prima infanzia e costituisce una base essenziale per i futuri apprendimenti scolastici. La capacità di riorganizzare mentalmente le informazioni sarà infatti determinante nello studio, nell’elaborazione dei contenuti e nella loro esposizione.
La verifica finale dell’attività avviene attraverso piccole sequenze illustrate che i bambini ritagliano e incollano su un foglio, rispettando il corretto ordine narrativo.

Concludiamo gennaio con un'appuntamento che si ripete tutti gli anni
29-30-31
I giorni della MERLA 
L’attività prende avvio con il racconto, proposto attraverso i consueti burattini, per poi coinvolgere tutti i bambini in una drammatizzazione, permettendo loro di “vivere” la storia in prima persona.
La leggenda narra di una famiglia di merli bianchi che, nei giorni più freddi dell’anno, non sa come scaldarsi 
e rischia di morire di freddo mentre il padre si allontana alla ricerca di cibo. 
Dal bosco si sposta verso la città, vola di giornoe di notte: il merlo padre segue le strade illuminate e le luci delle case, sperando di trovare qualche briciola di pane.
 Nel frattempo, la madre con i piccoli trova rifugio all’interno del camino di una casa per scaldarsi.
 La fuliggine, però, li ricopre rendendoli completamente neri e irriconoscibili.
Quando il padre fa ritorno, dopo un primo momento di esitazione,
 riesce a riconoscerli e si unisce a loro nel camino, diventando a sua volta nero.
 Da quel giorno, secondo la leggenda, tutti i merli sono neri.
Successivamente i bambini svolgono un’attività grafico-motoria: prima seguono con il dito e poi con il pennarello il percorso di un labirinto stampato sul foglio; 
poi,come nel lavoro precedente, ritagliano e incollano le sequenze della storia nel corretto ordine, consolidando la comprensione e la capacità di organizzazione temporale.

Un po' di concetti matematici e di pregrafismo sul quaderno,  seguendo i quadretti e ricreando il volo del merlo unendo i puntini dall'uno al 5.

Il percorso termina con un piccolo lavoretto da portare a casa.
Importante e non scontata,
la decorazione del camino con i pezzetti marroni e stata eseguita incollando in fila i rettangolini da sinistra a destra e poi a capo,
 per esercitare quella che sarà la struttura della futura scrittura.
L'uso della colla vinavil e pennello è un efficace esercizio per la motricità fine e la coordinazione oculo-manuale. 

Lavorare con la musica classica aiuta a rilassarsi, concentrarsi e ascoltare i propri pensieri


Nel pomeriggio i bambini hanno giocato liberamente con i travestimenti,
 per permettere a tutti di giocare nei diversi ruoli



lunedì 26 gennaio 2026

Due giornate da non dimenticare


Il 20 gennaio, Giornata del Rispetto, e il 27 gennaio, Giornata della Memoria.
Due ricorrenze diverse, ma profondamente intrecciate, che ci accompagnano durante tutto l’anno scolastico. È infatti nell’infanzia che si pongono le basi della cooperazione, dell’inclusione, della gentilezza e di tutti quei valori che permettono di crescere in armonia, diventando adulti consapevoli e capaci di rendere il mondo un luogo accogliente e bello da vivere per tutti.

Affinché i bambini possano davvero comprendere questi concetti, rielaborarli e farli propri, è necessario lavorare con tempi distesi, rispettando i loro ritmi interiori. Proprio per questo motivo abbiamo scelto di affidarci a un unico libro, da esplorare con calma e profondità, che racchiudesse entrambe le tematiche fondamentali: 
il rispetto e l’inclusione.
Il percorso ha avuto inizio con la lettura di un libro intitolato "VIETATO AGLI ELEFANTI"
 per fissare nella mente dei bambini immagini, parole ed emozioni. Successivamente, seduti in cerchio, abbiamo dialogato insieme sui momenti più significativi del racconto, soffermandoci sulle emozioni vissute dai personaggi. 
Con i grandi abbiamo fatto il disegno della storia

Inoltre, ci siamo interrogati su cosa sia la memoria, sul perché sia importante ricordare e su cosa significhi farlo. Attraverso una conversazione guidata,
 i bambini sono giunti a comprendere che ricordare serve a non ripetere gli stessi errori. Per rendere il concetto più concreto, abbiamo utilizzato esempi legati alla loro esperienza quotidiana: se spingo un compagno, lui cade, si fa male e piange. La memoria serve a ricordare quel gesto, a riconoscerlo come sbagliato e a impegnarsi per non ripeterlo.
Al contrario invece un sorriso costa poco e vale molto

Il giorno seguente la storia è stata riproposta attraverso l’uso dei burattini, offrendo ai bambini l’opportunità di ricostruire le sequenze narrative e di arricchirle con la propria immaginazione, rendendole ancora più vive e significative.

A ciascun bambino è stato chiesto di portare a scuola un animaletto di peluche, diventati inizialmente anche loro , i protagonisti della storia. 
Dopo il racconto, ogni bambino ha descritto il proprio peluche: 
il colore, la grandezza, il materiale....
 
I più grandi, nella loro classe, hanno  giocato liberamente, avendo però cura di portare sempre con sé il proprio animaletto, accudirlo, proteggerlo e rispettarlo. 
Attraverso questo gesto simbolico abbiamo lavorato sul rispetto: 
come trattare ciò che è fragile, come prendersene cura, coccolarlo, nutrirlo. 
Parallelamente, il rispetto è stato esercitato anche nelle relazioni tra pari, imparando ad attendere il proprio turno di parola e ad ascoltare gli altri: un esercizio complesso, che spesso mette alla prova anche noi adulti.
Per incentivare comportamenti gentili e l’uso di parole e gesti rispettosi, all’inizio della giornata gli insegnanti hanno concordato che, per ogni buona azione, atteggiamento positivo o momento di attenzione, ogni bambino avrebbe guadagnato uno o più cuori. 
Un simbolo concreto e visibile dell’impegno quotidiano. I bambini di tre anni hanno portato i cuori a casa, mentre i più grandi li hanno attaccati su una striscia per creare una corona, diventando così i re e le regine della gentilezza: più cuori, più gesti buoni compiuti.

A conclusione di questa giornata, ogni bambino ha realizzato un elaborato personale e significativo: su un foglio ha incollato le sagome ritagliate di tutti gli animaletti, collocando al centro, in dimensione più grande, il proprio e disponendo tutt’intorno, in cerchio, quelli dei compagni. 

Un gesto semplice ma ricco di significato, che ha permesso ai bambini di riconoscersi come parte di un gruppo, mantenendo la propria unicità. Questo lavoro è stato poi portato a casa come segno tangibile e concreto del percorso svolto, memoria visiva ed emotiva di un’esperienza condivisa.

Il 27 gennaio la storia “Vietato agli elefanti” è stata nuovamente raccontata con l’ausilio dei burattini. In entrambe le classi ci siamo poi seduti in cerchio e abbiamo scelto un gomitolo multicolore, simbolo di un insieme che accoglie ogni colore senza escluderne nessuno. 
I fiororsi, insieme ai loro peluche, hanno lanciato il gomitolo ai compagni pronunciando una parola gentile, fino a creare una ragnatela che li unisse tutti, rendendo visibile il legame che tiene insieme il gruppo.

Ricreato poi sul foglio

Parallelamente, anche i bambini di tre anni sono stati coinvolti in un percorso ricco e significativo, costruito a partire da esperienze concrete e vissute. 
Anche i pesciolini  hanno portato da casa il proprio animaletto di peluche e lo hanno presentato al gruppo, descrivendone le caratteristiche. Insieme abbiamo osservato come tutti fossero diversi per forma, colore e dimensione, sottolineando che, anche se il proprio era quello a cui si era più affezionati, tutti meritavano lo stesso rispetto e la stessa attenzione perché ogni peluche era bello proprio nella sua unicità, proprio come noi.

A partire dalla storia, il lavoro si è poi concentrato sulle emozioni, in particolare sulla tristezza provata dai personaggi quando venivano esclusi. L’insegnante ha proposto alcune emozioni attraverso il corpo e l’espressione del viso; successivamente i bambini sono stati invitati a rappresentarle a loro volta. Il gruppo, osservando, doveva riconoscere l’emozione e riflettere su cosa si potesse fare per aiutare l’altro a stare meglio quando l’emozione era negativa. Da queste riflessioni sono nati abbracci spontanei e sinceri, gesti semplici ma profondamente autentici. Anche le emozioni positive sono state condivise nello stesso modo: la gioia diventava più grande quando veniva accolta e celebrata insieme.

Un ulteriore momento di condivisione ha visto i bambini seduti in cerchio passarsi un gomitolo: a turno ciascuno diceva il proprio nome e qualcosa che gli piace, come giocare a palla, ricevere un complimento dagli insegnanti o stare con la mamma. Ogni parola era accompagnata dal filo che si tendeva, fino a creare una ragnatela visibile: simbolo dell’intreccio della nostra amicizia, che unisce senza annullare le differenze.

Da questa esperienza è nato anche un cartellone, realizzato insieme e da tenere in classe sempre visibile, per ricordare il legame che ci unisce come gruppo: una grande amicizia fatta di storie, emozioni e relazioni diverse, ma tutte ugualmente importanti.

A fine percorso, le due classi hanno realizzato anche un cartello da appendere fuori dalla porta, per ricordare che tutti sono i benvenuti.
I bambini di tre anni lo hanno decorato con animaletti colorati, (foto a inizio articolo)
 mentre i più grandi hanno disegnato se stessi, mettendo in evidenza le proprie differenze: perché ognuno è unico, e proprio per questo speciale.
In questo intreccio di storie, gesti e parole, i bambini hanno imparato che il rispetto nasce dall’ascolto, che la memoria è una bussola per il futuro e che l’inclusione è la forza che ci rende comunità. 
Significativo passaggio:
Da ESCLUSIONE a INCLUSIONE

Piccoli passi compiuti insieme, per coltivare oggi la visione del mondo che sogniamo per domani.