Visualizzazione post con etichetta festa mamma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta festa mamma. Mostra tutti i post

martedì 30 giugno 2026

Festa della mamma - FiorOrsi

Per celebrare la Festa della Mamma siamo partiti da un’attività speciale e ricca di significato: la costruzione dell’“Albero della Vita”, esposto poi alla Fiera dei fiori, in piazza a Cetona.

I bambini hanno colorato la cartapesta, che abbiamo poi assemblato in un grande albero. Hanno  realizzato un’attività pittorica utilizzando diverse tonalità di verde, accompagnati dalla musica non come semplice sottofondo, ma come vero e proprio stimolo espressivo e motorio. 
Il ritmo, l’intensità e le variazioni musicali hanno guidato i gesti grafico-pittorici dei bambini, invitandoli a creare puntini, linee, tracce e movimenti differenti sul foglio.
L’esperienza ha permesso di unire linguaggi espressivi diversi — musica, movimento e pittura — favorendo la libera creatività, la coordinazione oculo-manuale e l’ascolto attivo. Attraverso il segno grafico ispirato dalla musica, i bambini hanno potuto sperimentare modalità personali di espressione, sviluppando attenzione, immaginazione e consapevolezza del gesto. 

L’attività è stata organizzata a piccoli gruppi: mentre una parte dei bambini era impegnata nella pittura, l’altra svolgeva una scheda di metafonologia dedicata ai suoni iniziali delle parole, con particolare attenzione alla lettera M di “Mamma” e alla S di “Sorrisi”.

Successivamente i gruppi si sono scambiati, permettendo a tutti di partecipare ad entrambe le esperienze. La proposta metafonologica è stata pensata per sostenere lo sviluppo delle competenze linguistiche e della consapevolezza fonologica, attraverso attività ludiche e significative legate a parole emotivamente vicine ai bambini.
I pannelli realizzati con la pittura sono stati successivamente punteggiati e trasformati in foglie decorative per l’allestimento della Fiera dei Fiori e nelle sagome degli Alberi della Vita utilizzati per il regalo della Festa della Mamma. In questo modo ogni elaborato ha assunto valore non solo estetico, ma anche affettivo e simbolico, diventando parte di un progetto condiviso e ricco di significato.

Successivamente sono stati realizzati dei cerchi di diverse dimensioni utilizzando il punteruolo; i cerchi sono poi stati incollati uno dentro l’altro, creando composizioni concentriche dai colori vivaci e armoniosi. 

All’interno di ogni fiore è stato inserito un QR code speciale: inquadrandolo, le famiglie possono vedere le fotografie dei bambini mentre vivono la quotidianità della scuola — ritagliano, dipingono, giocano, si muovono, sperimentano e imparano insieme. 

    

Ogni fiore diventa così la metafora di ogni bambino e bambina: un piccolo seme che cresce giorno dopo giorno tra i banchi di scuola, nutrito da esperienze, relazioni ed emozioni. 

Il primo giorno di fiera è stata organizzata un’uscita in piazza. Prima di uscire, è stato svolto un compito di realtà legato all’aspetto logico-matematico: un finto mercato in classe, pensato per far conoscere ai bambini il valore dei soldi e permettere loro di fare semplici somme. 

Questa esperienza si è rivelata molto utile durante l’uscita in piazza, dove i bambini di 5 anni hanno potuto acquistare le piantine, chiedere il prezzo, consegnare il denaro e pagare in autonomia.

Successivamente, le piante sono state piantate a scuola, continuando così il percorso educativo legato alla cura e alla crescita: dal seme alla pianta. 

Purtroppo i nostri Cetrioli sono spuntati a scuola finita ma qui i bambini possono vedere le foto della crescita. 






Da questo momento è iniziato il percorso più strettamente legato alla Festa della Mamma, introdotto dal racconto di una storia creata per l’occasione.
 Protagonista della narrazione era un albero speciale, l’Albero della Vita, caratterizzato da profumi particolari capaci di richiamare ricordi preziosi ed emozioni.

"C’era una volta, in un prato pieno di luce e di vento gentile, un albero speciale chiamato Albero della Vita. Non era un albero qualunque: le sue foglie brillavano di mille sfumature di verde e, quando il sole le accarezzava, nell’aria si diffondeva un profumo dolcissimo, profumo di natura.

Ai piedi dell’albero viveva una mamma con i suoi due bambini: Luca, curioso e pieno di domande, e Sofia, sognatrice e sempre pronta ad ascoltare perché le piaceva imparare.

Ogni mattina, la mamma li portava sotto l’Albero della Vita e diceva: “Sentite questo profumo? È la storia di chi siamo.”

“Ma come può un profumo raccontare una storia?” chiedevano i bambini.

“Chiudete gli occhi,” sussurrava la mamma.

E allora sentivano il delicato profumo dei fiori, lo stesso del bacio della buona buona notte della mamma. 
Nell’aria c'era anche un profumo di muschio, morbido come i passi del babbo che si avvicina per un abbraccio quando ha appena fatto la barba. Poi arrivava un profumo di terra bagnata… e immaginavano i nonni nell'orto.

“Questo albero,” spiegava la mamma, “è nato da un piccolo seme, proprio come voi. Dentro quel seme c’era già tutto: le radici, il tronco, i rami e persino i profumi.”

“Anche noi siamo semi?” chiese Luca.

“Sì,” rispose lei sorridendo. “Siete semi che crescono ogni giorno. Le vostre radici sono le persone che vi vogliono bene, la vostra famiglia, le storie che portate dentro.”

Un giorno, la mamma regalò a Luca e Sofia due piccoli semi.

“Piantateli e prendetevene cura,” disse. “Ma ricordate: non basta l’acqua. Serve amore, pazienza… e anche un po’ di sogni.”

I bambini piantarono i semi vicino all’Albero della Vita. Ogni giorno li annaffiavano, parlavano con loro e raccontavano le loro giornate.

Passò il tempo… e qualcosa di meraviglioso accadde.

Dal seme di Sofia nacque un alberello con fiori profumati come le carezze. Dal seme di Luca crebbe un alberello con foglie che sapevano di avventura e libertà.

“Perché sono diversi?” chiese Luca.

“Perché ognuno cresce a modo suo,” rispose la mamma. “Ma guardate bene…”

I bambini si avvicinarono e videro che, sotto la terra, le radici dei loro alberelli si intrecciavano tra loro… e arrivavano fino alle radici del grande Albero della Vita.

“Vedete?” disse la mamma. “Siete unici, ma siete sempre collegati. Le radici vi tengono uniti, anche quando crescerete e andrete lontano, come foglie trasportate dal vento"

Sofia e Luca abbracciarlo la mamma e dissero: “E tu sei la nostra radice più forte.”

La mamma sorrise e li strinse entrambi. “E voi siete il mio profumo più bello.”

Da quel giorno, ogni volta che il vento passava tra i rami, portava con sé un profumo speciale: quello dell’amore tra una mamma e i suoi figli, fatto di ricordi, radici profonde… e piccoli semi che diventano grandi alberi.

E ancora oggi, se passi vicino a quell’albero, puoi sentire vedere quei piccoli semi crescere"

Ogni bambino ha punteggiato con il punteruolo due Alberi della Vita che, una volta incastrati in una base di cartone, sono diventati la struttura di quello che sarà un porta-profumatore per ambienti.



Hanno inoltre esplorato varie essenze contenute in piccole boccette con l’etichetta colorata coperta, per evitare che il colore potesse influenzare la scelta e permettere loro di scegliere esclusivamente in base al profumo.

L’attività è diventata anche occasione di riflessione e confronto attraverso alcune domande guida:
“Quale di questi profumi ti piace di più?”
“Quale pensi possa piacere maggiormente alla tua mamma?”

Insieme al porta-profumatore è stato realizzato anche un biglietto speciale. 
I bambini hanno rappresentato gli alberi sia con la matita sia con la tempera, valorizzando l’aspetto creativo e personale che ciascuno ha saputo esprimere nel proprio elaborato. Successivamente i bambini sono stati invitati a vivere un’esperienza sensoriale attraverso l’olfatto: hanno annusato a occhi chiusi il profumo delle foglioline che sono state poi applicate all’albero del biglietto.



All’interno del biglietto è stato realizzato un disegno con particolare attenzione allo schema corporeo, obiettivo di lavoro approfondito nei mesi precedenti. 

È stata inoltre inserita una poesia dedicata al tema del profumo inventata per l'occasione.

Nel prato cresce un albero speciale,
nato da un seme piccolo e originale. 
Quel seme, mamma, eri tu con me,
che mi stringevi piano dentro di te.
Mi hai dato luce, pazienza e calore,
facendomi crescere pieno d’amore.
Le radici parlano piano di te,
di ogni tuo abbraccio che vive in me.
E nell’aria un profumo leggero
sa di mamma, dolce e sincero,
sa di mattine e carezze piano,
di quando mi tieni forte la mano.
Buona festa della mamma con tutto il cuore
tu sei il mio albero… e io il tuo amore.
Sulla parte esterna, sono stati incartati alcuni semini (quelli comprati dai bambini alla fiera come da descrizione precedente)
da piantare insieme alla mamma, come simbolo di cura, crescita e condivisione.
Il momento conclusivo del percorso è stato il pomeriggio condiviso con le mamme a scuola, un’occasione significativa di incontro, relazione e partecipazione attiva alla vita scolastica. Insieme, bambini e mamme hanno ascoltato la storia dell'albero della vita.                   
Bambini e mamme hanno poi realizzato un piccolo elaborato creativo sempre legato al tema del profumo e dell'albero, filo conduttore dell’intero progetto. Ogni mamma, insieme al proprio bambino o bambina, ha colorato e profumato con le pipette dei fiorellini di cotone, attaccandoli poi all'albero precedentemente realizzato dal proprio figlio.            

Questa esperienza laboratoriale ha favorito un clima di collaborazione e vicinanza emotiva, permettendo ai bambini di vivere la scuola come luogo di condivisione affettiva oltre che di apprendimento.
 La presenza delle mamme ha inoltre valorizzato il senso di appartenenza al gruppo e rafforzato l’alleanza educativa tra scuola e famiglia.

Il pomeriggio è proseguito con una danza mamma-bambino accompagnata dall’utilizzo di foulard appositamente profumati. 

                                         

Attraverso il movimento, il contatto e la musica, i bambini hanno potuto esprimere emozioni, affetto e spontaneità, sperimentando modalità comunicative non verbali particolarmente importanti nella fascia d’età della scuola dell’infanzia.

La danza ha rappresentato anche un’esperienza multisensoriale, capace di coinvolgere corpo, olfatto, ascolto e relazione. Il percorso si è concluso con un coinvolgente momento di festa sulle note di “Viva la mamma” di Edoardo Bennato, condividendo gioia, entusiasmo e partecipazione collettiva.

Parallelamente alle attività espressive ed emotive, il progetto ha previsto anche un approfondimento di carattere scientifico legato al tema dell’albero, introdotto anch’esso attraverso la lettura di albi illustrati, dei quali uno anche in lingua inglese.



La narrazione si è confermata ancora una volta uno strumento privilegiato per suscitare curiosità, formulare domande e accompagnare i bambini verso esperienze di scoperta e osservazione.

I bambini sono anche usciti fuori dalla scuola e hanno cercato, insieme alle insegnanti, degli alberi: hanno osservato la struttura dell’albero nelle sue diverse parti — radici, tronco, rami, chioma e foglie — avvicinandosi in modo concreto ai primi concetti scientifici e naturalistici.

 L’esperienza è stata arricchita dall’osservazione al microscopio di foglie, rametti e radici, attività che ha suscitato grande interesse e meraviglia.                   

Attraverso queste proposte i bambini hanno potuto sviluppare capacità di osservazione, attenzione ai dettagli, formulazione di ipotesi e ampliamento del linguaggio descrittivo. Il percorso ha così intrecciato dimensione emotiva, sensoriale, espressiva e scientifica, promuovendo apprendimenti significativi attraverso esperienze concrete, coinvolgenti e vicine al vissuto dei bambini.

Un percorso ricco che attraverso questo Bolg potrete riguardare e ogni tanto ricordare questi momenti preziosi insieme!







































  






lunedì 30 giugno 2025

Festa Fiori, Festa Mamma, Festa Finale

Cara mamma,
 eccomi qua
a raccontarti il tuo amore a cosa servirà.
A far crescere le mie MANI 
che sosterranno i miei figli un domani.
A far riempire di gioia il mio VISO
E a saper regalare il mio sorriso. 
Ad accompagnarmi per tutta la VITA
perché stai insieme a me come una CALAMITA
Ora mamma, ti ho detto a cosa serve Il tuo amore.
Mi insegna a stare al mondo usando il mio CUORE.
Grazie mamma perché se sono così 
e ' perché tu mi ami dalla luna fino a qui !
 
Da questa poesia nasce il lavoro per la festa della mamma .
Una scatola contenente tesori preziosi alcuni fatti già dai primi giorni di scuola altri alla fine.
La preparazione:

Creazione del fermacarte con foto,
con apposita macchinetta.

Preparazione scatola contenente :
la faccina in pasta di sale e una scheda con la propria mano e simbolo fatta a inizio anno,
disegno piccolo della mamma con calamita,
bottone fermacarte con foto,
poesia,
canzone intera,
frase della canzone detta dal bambino
foto mamma e bambino


I doni che si producono alla scuola dell’infanzia,
in occasione delle varie feste, in questo caso la scatola dei tesori, non sono semplici attività manuali: dietro il ritagliare, l’incollare, il pitturare o il punteggiare si sviluppano abilità fondamentali. I bambini affinano la motricità fine e la coordinazione occhio-mano, scoprono strumenti nuovi (come la macchina per il bottone gigante) che stimolano curiosità e creatività, esercitano la concentrazione e la pazienza, imparano a seguire i passaggi e le regole, rinforzano la fiducia in sé e sperimentano la collaborazione con i compagni.
In questo modo l’esperienza del lavoretto diventa occasione di crescita personale, cognitiva e sociale, molto più ampia del prodotto finale.
Attraverso questi piccoli foglietti disegnati si può chiaramente vedere che nel lavoro sullo schema corporeo corporeo e sullo spazio, gli obiettivi sono stati pienamente raggiunti. 


Nel mese antecedente alla data della festa,
le insegnanti hanno chiamato i bambini
uno alla volta per chiedere di dire una frase per la mamma o che la descrive. 
Poi grazie ad un programma abbiamo creato la canzone. 

Quando facciamo un lavoretto con le nostre mani, non stiamo solo incollando, colorando o ritagliando: stiamo mettendo dentro al lavoro un pezzettino del nostro cuore. Preparare un dono fatto da noi è speciale, perché significa che ci abbiamo pensato, ci abbiamo messo il nostro impegno e la nostra fantasia.

Quando regaliamo qualcosa che abbiamo creato, la persona che lo riceve sente tutta la nostra gioia e il nostro affetto. E anche noi ci sentiamo felici, perché abbiamo donato non solo un oggetto, ma anche un sorriso e un’emozione.

Per questo i lavoretti fatti a mano sono così preziosi: sono un piccolo tesoro che parla di noi.

Questo l'obiettivo più importante.

Insieme alla scatola i bambini portano a casa  in dono anche la foto creata per la festa dei fiori 




La nostra gita dalla Brunella è stata davvero una bellissima avventura! Abbiamo conosciuto tanti animali: un piccolo cinghialino curioso, i conigli a cui abbiamo dato da mangiare, le oche che starnazzavano e i cavalli che ci guardavano.







 Brunella ci ha accompagnato passo dopo passo a scoprire come da un uovo e dalla farina si può preparare la pasta. I bambini, con tanto entusiasmo, hanno messo i loro grembiulini: non solo per non sporcarsi, ma anche per sentirsi veri piccoli cuochi.

Insieme hanno imparato tutti i passaggi per fare l’impasto: rompere l’uovo, aggiungere la farina, mescolare con le mani e impastare con energia. 

È stato un momento di grande scoperta, perché ognuno ha potuto provare con le proprie mani a creare qualcosa di speciale. Alla fine hanno preparato le tagliatelle, che con orgoglio hanno portato a casa.
Questa gita non è stata solo un’occasione per vedere da vicino gli animali e imparare cose nuove, ma anche un momento prezioso di condivisione: uscire insieme, vivere esperienze diverse, ascoltare le spiegazioni di Brunella e sentirsi protagonisti. Un ricordo che rimarrà nel cuore di tutti!

Concludiamo il nostro anno scolastico con la preparazione di una fantastica e divertente recita:
 un percorso educativo e creativo.

La recita di fine anno nella scuola dell’infanzia non rappresenta semplicemente un momento di festa o di spettacolo da offrire alle famiglie, ma è la sintesi di un percorso ricco di obiettivi, esperienze e significati educativi. Ogni fase, dalla preparazione alla messa in scena, diventa infatti occasione di crescita, di apprendimento e di condivisione.
I bambini hanno collaborato attivamente alla costruzione della scenografia, rendendola davvero “loro”, parte integrante del vissuto quotidiano.
Dipingere strisce di carta ha significato esercitare il polso e la motricità fine, mentre colorare all’interno dei contorni delle sagome ha richiesto attenzione, precisione e controllo. 
Creare un albero con materiali non convenzionali, come la lana, ha permesso di sperimentare la manualità e di uscire dagli schemi tradizionali.


Non è stato semplice destrutturare gli stereotipi delle forme conosciute – stelle in alto, fiori in basso, alberi al centro – per immaginare un mondo nuovo e sorprendente. Questa sfida ha rappresentato un eccellente esercizio di fantasia, creatività e pensiero divergente: cancellare ciò che conosciamo e reinventarlo completamente.

Allo stesso modo, anche i nomi degli animali e delle piante della storia sono stati inventati, grazie a un accurato lavoro di metafonologia.

 I bambini hanno prodotto suoni, li hanno uniti e trasformati in parole nuove: così sono nati l’ulle, il salopino, l’albero pinamo, i frutti stri e i bobo

Un modo giocoso e al tempo stesso complesso di esplorare la lingua, sperimentando suoni e significati.
Parallelamente, le esperte di teatro e musica hanno guidato i bambini nell’esplorazione dei ritmi, delle posture e delle andature, dando vita a caratteristiche specifiche e originali per ciascun animale. La storia non era già scritta, ma ha preso forma giorno dopo giorno, intrecciando idee, tentativi ed esperimenti.
Da questo lavoro condiviso è nato un documentario immaginario intitolato “ANIMALPRUK”, che ha raccontato la vicenda di due gruppi di animali inventati: uno giallo e l’altro verde, l’uno in volo e l’altro a terra, l’uno che raccoglieva frutti in alto e l’altro in basso. Inizialmente diffidenti e incapaci di comunicare, i due mondi trovano infine un punto d’incontro grazie all’amicizia tra un’ulle e un salopino. Dalla fusione dei frutti “stri” e “bobo” nasce un frutto nuovo, lo stribobo, ancora più buono e succoso: simbolo di unione, collaborazione e condivisione.

La rappresentazione ha coinvolto anche i genitori in modo originale e divertente: una grande televisione scenografica ha fatto da cornice all’uscita dei bambini, mentre gli spettatori, muniti di un finto telecomando, potevano “accendere” la trasmissione. 


Tra una scena e l’altra, le insegnanti hanno proposto delle “pubblicità” ironiche e affettuose, occasione per valorizzare e promuovere la scuola in maniera creativa.


La recita è stata quindi il punto di arrivo di un percorso complesso e stimolante, in cui i bambini hanno imparato a collaborare, a creare, a esprimersi e a guardare il mondo con occhi diversi. Un momento conclusivo che non celebra soltanto il risultato finale, ma soprattutto il cammino che ciascuno di loro ha intrapreso, fatto di scoperte, conquiste e nuove consapevolezze.