Nel racconto, il bottone finisce sotto un mobile e i due bambini, Timo e Lina, aiutano il papà a ritrovarlo utilizzando il gioco “acqua, fuoco, fuochino”, che fornisce indicazioni spaziali per orientarsi nella ricerca.
Questo stesso gioco i bambini lo possono riproporre anche a casa, favorendo l’interazione tra genitori e figli.
Una volta ritrovato il bottone, la famiglia decide di uscire per una passeggiata. Durante il percorso, i bambini si divertono a contare i passi e a seguire indicazioni come avanti, indietro, destra e sinistra. In questa parte emergono importanti obiettivi educativi: l’acquisizione dei concetti topologici, la quantificazione e un primo approccio al coding. Nel pannello, tali attività sono rappresentate da una freccia direzionale e da una fila di bottoni che indicano il numero di passi da compiere; al termine del percorso, il bambino,o chi gioca in quel momento, è invitato a verbalizzare ciò che vede o tocca davanti a sé
Preparazione del pannello:
La storia prosegue con l’arrivo al parco, dove i protagonisti incontrano un pittore intento a ritrarre il paesaggio. I bambini gli chiedono un ritratto di loro tre.
Questo momento è collegato, nel pannello, alla realizzazione di un disegno fatto dai bambini,poi suddiviso e tagliato in sei parti, dando origine a un semplice puzzle da ricomporre.
Nel finale, Andrea, Timo e Lina rientrano a casa. Salendo le scale trovano una chiave e, poco dopo, un lucchetto che chiude un sacchetto. Curiosi, lo aprono e scoprono al suo interno la loro fotografia. Questo gesto simbolico rappresenta il valore del tempo condiviso: il cuore si riempie di gioia ripensando alla giornata trascorsa insieme. Il papà abbraccia i bambini e spiega loro che quella è la “chiave del cuore”: il cuore si apre quando si sta insieme, si gioca e ci si vuole bene. La vera chiave della felicità è il tempo condiviso.
Anche il pannello si conclude con questo messaggio: un sacchetto chiuso da un lucchetto, contenente la foto del bambino, e una chiave accanto per aprirlo, a simboleggiare il legame affettivo e l’importanza delle esperienze vissute insieme.
Scansionando i qr posizionati al lato del pannello si può sentire la voce dei bambini che raccontano la storia.
Gli obiettivi di questa attività sono molteplici e si intrecciano tra loro in modo naturale. Attraverso la registrazione della propria voce, i bambini hanno l’opportunità di sperimentare il linguaggio in modo attivo: parlare, ascoltarsi e riascoltarsi li aiuta a prendere consapevolezza di come comunicano, favorendo un miglioramento spontaneo dell’espressione verbale e della pronuncia.
Allo stesso tempo, il fatto di contribuire ciascuno con una parte della storia stimola la memoria delle sequenze narrative, aiutandoli a comprendere e rispettare l’ordine degli eventi. L’esperienza del racconto condiviso rafforza anche la capacità di collaborare e di sentirsi parte di un progetto comune.
Infine, registrare e poi ascoltare la propria voce rappresenta un’occasione importante per superare la timidezza e l’ansia legata al parlare davanti agli altri: i bambini acquistano fiducia in sé stessi e imparano, in modo sereno e graduale, a esprimersi con più sicurezza.
Il senso del tatto e dell'udito sono stati i sensi maggiormente coinvolti in questa attività.
Inoltre è stato preparato un biglietto che gira all'infinito con vari disegni dei bambini su ogni facciata simbolo di un amore eterno e duraturo.
Per l'altro biglietto scritto dai bambini è stato fatto, in precedenza, un lavoro sul tabellone metafonologico: con l'aiuto dei palazzi con le sillabe e delle lavagnette abbiamo scritto:
TI VOGLIO BENE