La storia scelta come filo conduttore nasce dalla rielaborazione del racconto di Orso Buco, una narrazione già familiare ai bambini, che ha permesso loro di sentirsi fin da subito coinvolti e sicuri. A partire da questo riferimento, è stata costruita una nuova storia di Natale, pensata per essere accessibile, comprensibile e ricca di stimoli.
La vicenda racconta di una fredda notte d’inverno in cui Babbo Natale, pronto a partire per consegnare i regali, si accorge che la sua slitta è scomparsa. Inizia così una ricerca nel bosco, durante la quale incontra diversi animali (quelli appunto della storia di Orso Buco) — l’orso, la volpe, il rospo e la formica — fino a ritrovare la renna Cometa. Insieme, seguendo una lunga scia bianca, arrivano ai piedi della montagna e scoprono che la slitta li sta aspettando proprio lì, scintillante sotto la luna piena. Il racconto si conclude con un messaggio semplice ma profondo: le cose importanti si trovano quando si mette il cuore.
La storia è stata inizialmente rappresentata attraverso i burattini, strumento che ha favorito l’attenzione, la partecipazione emotiva e l’inclusione di tutti i bambini, permettendo anche a chi ha maggior bisogno di mediazione comunicativa di seguire e comprendere il racconto. La narrazione è stata ripetuta più volte, consentendo a ciascuno di interiorizzare i passaggi, riconoscere i personaggi e sentirsi parte della storia.
Il percorso ha toccato diversi campi di esperienza, con particolare attenzione a Il sé e l’altro, attraverso la conoscenza delle tradizioni legate al Natale e a Babbo Natale, e allo sviluppo di competenze logico-spaziali. Sono stati infatti affrontati e rinforzati i concetti topologici (sopra/sotto, vicino/lontano), i colori già conosciuti e, per i bambini di tre anni, è stata avviata un’introduzione alle forme geometriche, che verranno approfondite nella seconda parte dell’anno.
La slitta di Babbo Natale ha inoltre permesso di riprendere il tema dei mezzi di trasporto, affrontato all’inizio dell’anno scolastico, collegandosi allo sfondo integratore del viaggio, che accompagna l’intero percorso educativo annuale.
Mentre per i tre anni gli stessi messaggi arrivano portati da piccoli buffi gnomi.
Per consolidare gli apprendimenti, sono state proposte diverse attività operative e laboratoriali. Ad esempio, i bambini di tre anni hanno realizzato Babbo Natale utilizzando forme geometriche: un cerchio per il corpo, un triangolo per il cappello e i regali posizionati in basso. Attività pensate per essere accessibili a tutti, valorizzando le capacità individuali e promuovendo la partecipazione attiva.
I fiororsi invece hanno collaborato alla realizzazione degli alberi invernali per la scenografia dello spettacolo
e sul calendario dell'avvento, il passare del tempo e i numeri.Alla storia sono state affiancate canzoni originali, una in lingua italiana e una in lingua inglese, oltre a una poesia coerente con la narrazione. Anche in questo caso, il lavoro è stato strutturato in modo inclusivo, permettendo a ciascun bambino di esprimersi attraverso il canto, il movimento o semplicemente la presenza consapevole.
La conclusione ha visto un momento particolarmente significativo dal punto di vista relazionale e inclusivo: un laboratorio condiviso in cui genitori e bambini, insieme, hanno costruito un libro sensoriale che raccoglie tutte le parti della storia.
Ecco i regalini dei tre anni finiti e confezionati, con il biglietto davanti!
E questo quello dei Fiorellini e degli orsetti
I bambini più grandi, già lo conoscevano e ne aspettavano con ansia il ritorno.
NATALINO.
Il nostro piccolo amico elfo ci ha fatto compagnia con dolcezza: ci ha regalato scherzetti, messaggi pieni d’amore, ci ha aiutato a ricordare quanto siano importanti i gesti gentili e ci ha portato materiali per realizzare insieme tanti lavoretti creativi.
Ogni mattina Natalino si faceva trovare in un posto diverso, trasformando il suo arrivo in un momento di meraviglia e curiosità, tra sorrisi, ricerca e stupore, rendendo l’attesa del Natale ancora più magica per tutti i bambini.






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