Ecco le tappe del nostro percorso:
Guardarsi per riconoscersi
Tutto è iniziato con la lettura dell’albo illustrato “FACCE”, che ci ha aiutato ad analizzare i vari elementi: dove si trovano gli occhi? E il naso? Ci siamo poi guardati allo specchio, toccandoci il viso per “sentire” la nostra forma e quella dei compagni.
Manipolare le forme
Per passare dalla realtà alla rappresentazione, abbiamo utilizzato materiali diversi:
- Velcro e feltro: abbiamo creato “facce buffe” attaccando e staccando elementi, per capire che, anche se spostiamo una bocca, l’identità cambia ma la struttura resta.
- Playmais: abbiamo allenato la motricità fine incollando i pezzi su un cerchio, dando tridimensionalità ai nostri ritratti.
- Plastilina: abbiamo modellato e applicato i vari elementi del viso su un coperchio bianco, creando facce in rilievo e sperimentando forme ed espressioni.
Il progetto è uscito dalle mura della scuola per diventare una sfida creativa a casa. I bambini, proprio come i grandi, hanno ricevuto un incarico: creare un viso con oggetti quotidiani insieme ai genitori.
Vedere le foto sulla LIM è stato un momento magico: ogni bambino ha riconosciuto il proprio lavoro e lo ha raccontato ai compagni, stimolando la narrazione e l’uso di nuovi vocaboli. Potete individuare nelle foto un bambino che vede nella LIM la sua creazione e salta di gioia.
La leggenda di “Muffo” e la nascita dei Muffini
Dalla fantasia dei bambini è nato Muffo, un coperchio bianco che, un pezzetto alla volta, ha visto spuntare occhi, naso e bocca. Ispirati dalla sua storia, i bambini hanno creato i loro “Muffini”, seguendo l’ordine degli elementi della narrazione per comporre il viso. In seguito, hanno dato sfogo alla creatività soffiando sulla tempera liquida per realizzare capelli stravaganti e coloratissimi.
Tutti i Muffini sono ora esposti nel nostro grande cartellone!
Dallo schema del viso… al cuore: la Festa del Papà
Tutto questo esercizio di osservazione e manualità è culminato in un dono speciale. Per la Festa del Papà, i bambini hanno messo in pratica quanto imparato disegnando con amore due volti carichi di emozione: quello del proprio papà e il proprio. Un modo per dirsi: “Ti guardo, ti riconosco e ti somiglio”.
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| Manufatto per la festa del papà terminato |
| Angolo lettura "delle emozioni" |
All’interno di questo progetto era prevista la realizzazione di storie multisensoriali, capaci di unire ascolto e partecipazione attiva. Il manufatto per i papà nasce proprio da questo percorso: non è solo un dono affettivo, ma il risultato concreto di un’esperienza educativa più ampia, in cui la lettura diventa un momento condiviso e coinvolgente.
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| Lettura condivisa della storia multisensoriale: il cavallo |
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| Lettura condivisa della storia multisensoriale: il bastone della pioggia |
Quella che i bambini hanno realizzato per i loro papà è proprio una storia multisensoriale: con entusiasmo hanno esplorato e prodotto alcuni suoni presenti nel racconto, come onde, pioggia, vento e cavallo. I suoni sono stati registrati e inseriti nella storia, creando un file audio ricco e suggestivo.
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| Registrazione dei suoni. In ordine: onde, vento, pioggia e cavallo |
Ogni bambino ha inoltre costruito un piccolo manufatto con gli oggetti necessari per riprodurre i suoni. In questo modo, papà e bambino possono ascoltare insieme il racconto e, nei momenti giusti, intervenire attivamente, diventando protagonisti dell’esperienza.
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| Realizzazione del bastone della pioggia |
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| Realizzazione della nuvola con cannucce per ricreare il vento |
Questo percorso ha anche un forte valore educativo: i suoni supportano l’acquisizione del linguaggio, aiutando a riconoscere e riprodurre stimoli sonori. Inoltre, l’ascolto della storia, unito alla necessità di intervenire al momento giusto, stimola la comprensione, la memoria e la capacità di seguire una sequenza.
Un piccolo sguardo su un grande traguardo
Per un bambino di tre anni, imparare a disegnare un viso non è solo un gioco con i colori, ma una vera scoperta di sé. Attraverso l’osservazione allo specchio e la creazione dei “Muffini”, i piccoli iniziano a dare una forma ordinata alle proprie sensazioni e a costruire un’immagine mentale di come sono fatti.
Questo percorso li aiuta a passare dal semplice “toccare” al “rappresentare”, trasformando un coperchio bianco o un oggetto di casa in un volto pieno di espressione. È il loro modo di dirci che stanno crescendo, imparando a riconoscersi e, soprattutto, a raccontare le proprie emozioni attraverso lo sguardo.
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