lunedì 26 gennaio 2026

Due giornate da non dimenticare


Il 20 gennaio, Giornata del Rispetto, e il 27 gennaio, Giornata della Memoria.
Due ricorrenze diverse, ma profondamente intrecciate, che ci accompagnano durante tutto l’anno scolastico. È infatti nell’infanzia che si pongono le basi della cooperazione, dell’inclusione, della gentilezza e di tutti quei valori che permettono di crescere in armonia, diventando adulti consapevoli e capaci di rendere il mondo un luogo accogliente e bello da vivere per tutti.

Affinché i bambini possano davvero comprendere questi concetti, rielaborarli e farli propri, è necessario lavorare con tempi distesi, rispettando i loro ritmi interiori. Proprio per questo motivo abbiamo scelto di affidarci a un unico libro, da esplorare con calma e profondità, che racchiudesse entrambe le tematiche fondamentali: 
il rispetto e l’inclusione.
Il percorso ha avuto inizio con la lettura di un libro intitolato "VIETATO AGLI ELEFANTI"
 per fissare nella mente dei bambini immagini, parole ed emozioni. Successivamente, seduti in cerchio, abbiamo dialogato insieme sui momenti più significativi del racconto, soffermandoci sulle emozioni vissute dai personaggi. 
Con i grandi abbiamo fatto il disegno della storia

Inoltre, ci siamo interrogati su cosa sia la memoria, sul perché sia importante ricordare e su cosa significhi farlo. Attraverso una conversazione guidata,
 i bambini sono giunti a comprendere che ricordare serve a non ripetere gli stessi errori. Per rendere il concetto più concreto, abbiamo utilizzato esempi legati alla loro esperienza quotidiana: se spingo un compagno, lui cade, si fa male e piange. La memoria serve a ricordare quel gesto, a riconoscerlo come sbagliato e a impegnarsi per non ripeterlo.
Al contrario invece un sorriso costa poco e vale molto

Il giorno seguente la storia è stata riproposta attraverso l’uso dei burattini, offrendo ai bambini l’opportunità di ricostruire le sequenze narrative e di arricchirle con la propria immaginazione, rendendole ancora più vive e significative.

A ciascun bambino è stato chiesto di portare a scuola un animaletto di peluche, diventati inizialmente anche loro , i protagonisti della storia. 
Dopo il racconto, ogni bambino ha descritto il proprio peluche: 
il colore, la grandezza, il materiale....
 
I più grandi, nella loro classe, hanno  giocato liberamente, avendo però cura di portare sempre con sé il proprio animaletto, accudirlo, proteggerlo e rispettarlo. 
Attraverso questo gesto simbolico abbiamo lavorato sul rispetto: 
come trattare ciò che è fragile, come prendersene cura, coccolarlo, nutrirlo. 
Parallelamente, il rispetto è stato esercitato anche nelle relazioni tra pari, imparando ad attendere il proprio turno di parola e ad ascoltare gli altri: un esercizio complesso, che spesso mette alla prova anche noi adulti.
Per incentivare comportamenti gentili e l’uso di parole e gesti rispettosi, all’inizio della giornata gli insegnanti hanno concordato che, per ogni buona azione, atteggiamento positivo o momento di attenzione, ogni bambino avrebbe guadagnato uno o più cuori. 
Un simbolo concreto e visibile dell’impegno quotidiano. I bambini di tre anni hanno portato i cuori a casa, mentre i più grandi li hanno attaccati su una striscia per creare una corona, diventando così i re e le regine della gentilezza: più cuori, più gesti buoni compiuti.

A conclusione di questa giornata, ogni bambino ha realizzato un elaborato personale e significativo: su un foglio ha incollato le sagome ritagliate di tutti gli animaletti, collocando al centro, in dimensione più grande, il proprio e disponendo tutt’intorno, in cerchio, quelli dei compagni. 

Un gesto semplice ma ricco di significato, che ha permesso ai bambini di riconoscersi come parte di un gruppo, mantenendo la propria unicità. Questo lavoro è stato poi portato a casa come segno tangibile e concreto del percorso svolto, memoria visiva ed emotiva di un’esperienza condivisa.

Il 27 gennaio la storia “Vietato agli elefanti” è stata nuovamente raccontata con l’ausilio dei burattini. In entrambe le classi ci siamo poi seduti in cerchio e abbiamo scelto un gomitolo multicolore, simbolo di un insieme che accoglie ogni colore senza escluderne nessuno. 
I fiororsi, insieme ai loro peluche, hanno lanciato il gomitolo ai compagni pronunciando una parola gentile, fino a creare una ragnatela che li unisse tutti, rendendo visibile il legame che tiene insieme il gruppo.

Ricreato poi sul foglio

Parallelamente, anche i bambini di tre anni sono stati coinvolti in un percorso ricco e significativo, costruito a partire da esperienze concrete e vissute. 
Anche i pesciolini  hanno portato da casa il proprio animaletto di peluche e lo hanno presentato al gruppo, descrivendone le caratteristiche. Insieme abbiamo osservato come tutti fossero diversi per forma, colore e dimensione, sottolineando che, anche se il proprio era quello a cui si era più affezionati, tutti meritavano lo stesso rispetto e la stessa attenzione perché ogni peluche era bello proprio nella sua unicità, proprio come noi.

A partire dalla storia, il lavoro si è poi concentrato sulle emozioni, in particolare sulla tristezza provata dai personaggi quando venivano esclusi. L’insegnante ha proposto alcune emozioni attraverso il corpo e l’espressione del viso; successivamente i bambini sono stati invitati a rappresentarle a loro volta. Il gruppo, osservando, doveva riconoscere l’emozione e riflettere su cosa si potesse fare per aiutare l’altro a stare meglio quando l’emozione era negativa. Da queste riflessioni sono nati abbracci spontanei e sinceri, gesti semplici ma profondamente autentici. Anche le emozioni positive sono state condivise nello stesso modo: la gioia diventava più grande quando veniva accolta e celebrata insieme.

Un ulteriore momento di condivisione ha visto i bambini seduti in cerchio passarsi un gomitolo: a turno ciascuno diceva il proprio nome e qualcosa che gli piace, come giocare a palla, ricevere un complimento dagli insegnanti o stare con la mamma. Ogni parola era accompagnata dal filo che si tendeva, fino a creare una ragnatela visibile: simbolo dell’intreccio della nostra amicizia, che unisce senza annullare le differenze.

Da questa esperienza è nato anche un cartellone, realizzato insieme e da tenere in classe sempre visibile, per ricordare il legame che ci unisce come gruppo: una grande amicizia fatta di storie, emozioni e relazioni diverse, ma tutte ugualmente importanti.

A fine percorso, le due classi hanno realizzato anche un cartello da appendere fuori dalla porta, per ricordare che tutti sono i benvenuti.
I bambini di tre anni lo hanno decorato con animaletti colorati, (foto a inizio articolo)
 mentre i più grandi hanno disegnato se stessi, mettendo in evidenza le proprie differenze: perché ognuno è unico, e proprio per questo speciale.
In questo intreccio di storie, gesti e parole, i bambini hanno imparato che il rispetto nasce dall’ascolto, che la memoria è una bussola per il futuro e che l’inclusione è la forza che ci rende comunità. 
Significativo passaggio:
Da ESCLUSIONE a INCLUSIONE

Piccoli passi compiuti insieme, per coltivare oggi la visione del mondo che sogniamo per domani.





venerdì 23 gennaio 2026

Uscita didattica Chiusi


Venerdì 23 gennaio, i bambini della scuola dell’infanzia di 3, 4 e 5 anni si sono recati a Chiusi con il pulmino per vivere un’importante esperienza legata al tema annuale del viaggio.
L’uscita è stata pensata non solo come spostamento fisico, ma come occasione educativa di crescita, scoperta e condivisione.
Il viaggio in pulmino, mezzo di trasporto già conosciuto da alcuni bambini, ha assunto un significato nuovo e speciale: non si trattava del consueto tragitto casa-scuola, ma di un viaggio condiviso con tutti i compagni e gli insegnanti verso un altro paese.

 Questa esperienza ha favorito l’osservazione dell’ambiente esterno dal finestrino, l’attenzione a ciò che cambia durante il percorso e la consapevolezza delle regole da rispettare: salire e scendere in modo ordinato, allacciare le cinture di sicurezza, attendere il proprio turno e aiutare il compagno vicino in caso di bisogno.

Per favorire una migliore gestione del gruppo e incentivare la collaborazione tra pari, i bambini sono stati suddivisi in due gruppi eterogenei, mescolando bambini grandi e piccoli. 
Questa scelta ha permesso di valorizzare il ruolo dei più grandi come guida e sostegno, 
e di offrire ai più piccoli un modello positivo di comportamento, rafforzando il senso di appartenenza e di responsabilità reciproca.

Le destinazioni della giornata sono state:
la Biblioteca Comunale “Ottiero Ottieri” di Chiusi,

e il Museo della Cattedrale e il Labirinto di Porsenna.

All’arrivo a Chiusi, i due gruppi si sono alternati nella visita dei luoghi, permettendo a tutti di vivere le esperienze in modo sereno e organizzato.

La visita alla Biblioteca
Presso la Biblioteca Comunale, i bambini sono stati accolti con grande gentilezza da Chiara e Valentina, che li hanno accompagnati al piano superiore, in una stanza ricca di libri colorati e spazi accoglienti, pensati a misura di bambino.
 In un angolo erano presenti morbide sedute che hanno favorito un clima rilassato e di ascolto.
Seduti insieme, i bambini hanno partecipato alla lettura condivisa di tre libri, vivendo il piacere della narrazione e dell’ascolto. Successivamente, sono stati mostrati alcuni libri pop-up, che hanno suscitato grande curiosità.
 In due di essi era richiesto di cercare un pallino rosso e un quadratino giallo, attività che ha permesso di collegarsi al lavoro sulle forme e i colori svolto precedentemente a scuola, rafforzando apprendimenti già noti in un contesto nuovo e stimolante.
Durante la visita, una bambina ha chiesto se fosse possibile giocare.
 Questo spunto è diventato occasione educativa per riflettere insieme su che cos’è una biblioteca, su cosa si fa al suo interno e sul fatto che ogni luogo ha una funzione specifica: la biblioteca è uno spazio dedicato alla lettura e alla ricerca, così come l’aula è il luogo dell’apprendimento e il giardino quello del gioco libero.
 Questa riflessione ha aiutato i bambini a sviluppare una prima consapevolezza delle regole sociali e del rispetto degli spazi comuni.
Usciti dalla biblioteca, il gruppo si è avviato a piedi verso il Labirinto di Porsenna.
 A metà strada, i bambini hanno incontrato l’altro gruppo, che aveva già visitato il museo, e si sono salutati con entusiasmo.
Il tragitto a piedi è stato un momento educativo molto significativo: i bambini hanno imparato a camminare in fila, a tenersi per mano, a non correre, a prestare attenzione ai gradini, a rispettare il compagno e a seguire le regole della strada, riconoscendo i possibili pericoli e imparando comportamenti corretti per muoversi in sicurezza nello spazio urbano.
La visita al Labirinto di Porsenna


Giunti al Labirinto, per favorire un approccio sereno e positivo, gli insegnanti hanno proposto un gioco simbolico: per finta, i bambini di 3 anni si sono trasformati in talpine, mentre i bambini più grandi in formichine.
Questa scelta educativa ha creato aspettativa, entusiasmo e spirito di avventura, aiutando i bambini ad affrontare senza timore un ambiente sotterraneo, stretto e poco illuminato.


Il Labirinto di Porsenna è un percorso sotterraneo di circa 130 metri, composto da cunicoli che fanno parte di un antico sistema idraulico etrusco, esteso sotto l’intera città di Chiusi. La tradizione popolare identifica queste gallerie con il celebre “inestricabile labirinto” descritto da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, legato al mausoleo del re etrusco Porsenna.
Dai cunicoli si accede a una maestosa cisterna etrusco-romana, di forma circolare, con un pilastro centrale e una doppia volta a botte, costruita con grandi blocchi di travertino.

Il percorso è stato un vero viaggio avventuroso, non sempre facile, ma affrontato dai bambini con grande coraggio, attenzione e rispetto delle regole.

 I bambini si sono dimostrati partecipi, curiosi e capaci di sostenersi a vicenda, vivendo un’esperienza intensa e significativa.

OBIETTIVI EDUCATIVI
Il sé e l’altro
Rafforzare il senso di appartenenza al gruppo.
Sviluppare la collaborazione tra bambini di età diverse.
Promuovere atteggiamenti di aiuto reciproco e rispetto dell’altro.
Imparare a gestire emozioni come curiosità, entusiasmo e paura.
Il corpo e il movimento
Muoversi in modo coordinato e sicuro in spazi diversi.
Camminare in fila rispettando tempi e ritmi del gruppo.
Sviluppare consapevolezza corporea in ambienti nuovi e complessi.
I discorsi e le parole
Ascoltare storie e narrazioni.
Arricchire il lessico attraverso nuove esperienze.
Intervenire in modo pertinente durante conversazioni e riflessioni condivise.
Immagini, suoni, colori
Osservare libri illustrati e pop-up.
Riconoscere forme e colori.
Stimolare immaginazione e creatività attraverso il gioco simbolico.
La conoscenza del mondo
Scoprire luoghi culturali del territorio.
Avvicinarsi alla storia e alle tradizioni locali.
Comprendere la funzione degli spazi pubblici.
Educazione Civica
Rispettare regole condivise.
Conoscere comportamenti corretti nei luoghi pubblici.
Sviluppare senso di responsabilità e sicurezza.
Prendere consapevolezza del valore del patrimonio culturale.

Questa esperienza non è stata solo una gita, ma un vero viaggio di crescita.
Un viaggio fatto di piccoli passi, di mani strette forte, di occhi curiosi nel buio del labirinto e di cuori che battevano insieme.
I bambini hanno imparato che esplorare significa fidarsi, che il coraggio nasce quando ci si sente accompagnati e che ogni nuova strada, anche quella più stretta e buia, può trasformarsi in una scoperta meravigliosa se percorsa insieme.
E così, tornando a scuola, non abbiamo riportato solo ricordi, ma bambini un po’ più grandi dentro, più sicuri, più consapevoli, pronti a continuare il loro viaggio nel mondo.