venerdì 23 gennaio 2026

Uscita didattica Chiusi


Venerdì 23 gennaio, i bambini della scuola dell’infanzia di 3, 4 e 5 anni si sono recati a Chiusi con il pulmino per vivere un’importante esperienza legata al tema annuale del viaggio.
L’uscita è stata pensata non solo come spostamento fisico, ma come occasione educativa di crescita, scoperta e condivisione.
Il viaggio in pulmino, mezzo di trasporto già conosciuto da alcuni bambini, ha assunto un significato nuovo e speciale: non si trattava del consueto tragitto casa-scuola, ma di un viaggio condiviso con tutti i compagni e gli insegnanti verso un altro paese.

 Questa esperienza ha favorito l’osservazione dell’ambiente esterno dal finestrino, l’attenzione a ciò che cambia durante il percorso e la consapevolezza delle regole da rispettare: salire e scendere in modo ordinato, allacciare le cinture di sicurezza, attendere il proprio turno e aiutare il compagno vicino in caso di bisogno.

Per favorire una migliore gestione del gruppo e incentivare la collaborazione tra pari, i bambini sono stati suddivisi in due gruppi eterogenei, mescolando bambini grandi e piccoli. 
Questa scelta ha permesso di valorizzare il ruolo dei più grandi come guida e sostegno, 
e di offrire ai più piccoli un modello positivo di comportamento, rafforzando il senso di appartenenza e di responsabilità reciproca.

Le destinazioni della giornata sono state:
la Biblioteca Comunale “Ottiero Ottieri” di Chiusi,

e il Museo della Cattedrale e il Labirinto di Porsenna.

All’arrivo a Chiusi, i due gruppi si sono alternati nella visita dei luoghi, permettendo a tutti di vivere le esperienze in modo sereno e organizzato.

La visita alla Biblioteca
Presso la Biblioteca Comunale, i bambini sono stati accolti con grande gentilezza da Chiara e Valentina, che li hanno accompagnati al piano superiore, in una stanza ricca di libri colorati e spazi accoglienti, pensati a misura di bambino.
 In un angolo erano presenti morbide sedute che hanno favorito un clima rilassato e di ascolto.
Seduti insieme, i bambini hanno partecipato alla lettura condivisa di tre libri, vivendo il piacere della narrazione e dell’ascolto. Successivamente, sono stati mostrati alcuni libri pop-up, che hanno suscitato grande curiosità.
 In due di essi era richiesto di cercare un pallino rosso e un quadratino giallo, attività che ha permesso di collegarsi al lavoro sulle forme e i colori svolto precedentemente a scuola, rafforzando apprendimenti già noti in un contesto nuovo e stimolante.
Durante la visita, una bambina ha chiesto se fosse possibile giocare.
 Questo spunto è diventato occasione educativa per riflettere insieme su che cos’è una biblioteca, su cosa si fa al suo interno e sul fatto che ogni luogo ha una funzione specifica: la biblioteca è uno spazio dedicato alla lettura e alla ricerca, così come l’aula è il luogo dell’apprendimento e il giardino quello del gioco libero.
 Questa riflessione ha aiutato i bambini a sviluppare una prima consapevolezza delle regole sociali e del rispetto degli spazi comuni.
Usciti dalla biblioteca, il gruppo si è avviato a piedi verso il Labirinto di Porsenna.
 A metà strada, i bambini hanno incontrato l’altro gruppo, che aveva già visitato il museo, e si sono salutati con entusiasmo.
Il tragitto a piedi è stato un momento educativo molto significativo: i bambini hanno imparato a camminare in fila, a tenersi per mano, a non correre, a prestare attenzione ai gradini, a rispettare il compagno e a seguire le regole della strada, riconoscendo i possibili pericoli e imparando comportamenti corretti per muoversi in sicurezza nello spazio urbano.
La visita al Labirinto di Porsenna


Giunti al Labirinto, per favorire un approccio sereno e positivo, gli insegnanti hanno proposto un gioco simbolico: per finta, i bambini di 3 anni si sono trasformati in talpine, mentre i bambini più grandi in formichine.
Questa scelta educativa ha creato aspettativa, entusiasmo e spirito di avventura, aiutando i bambini ad affrontare senza timore un ambiente sotterraneo, stretto e poco illuminato.


Il Labirinto di Porsenna è un percorso sotterraneo di circa 130 metri, composto da cunicoli che fanno parte di un antico sistema idraulico etrusco, esteso sotto l’intera città di Chiusi. La tradizione popolare identifica queste gallerie con il celebre “inestricabile labirinto” descritto da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, legato al mausoleo del re etrusco Porsenna.
Dai cunicoli si accede a una maestosa cisterna etrusco-romana, di forma circolare, con un pilastro centrale e una doppia volta a botte, costruita con grandi blocchi di travertino.

Il percorso è stato un vero viaggio avventuroso, non sempre facile, ma affrontato dai bambini con grande coraggio, attenzione e rispetto delle regole.

 I bambini si sono dimostrati partecipi, curiosi e capaci di sostenersi a vicenda, vivendo un’esperienza intensa e significativa.

OBIETTIVI EDUCATIVI
Il sé e l’altro
Rafforzare il senso di appartenenza al gruppo.
Sviluppare la collaborazione tra bambini di età diverse.
Promuovere atteggiamenti di aiuto reciproco e rispetto dell’altro.
Imparare a gestire emozioni come curiosità, entusiasmo e paura.
Il corpo e il movimento
Muoversi in modo coordinato e sicuro in spazi diversi.
Camminare in fila rispettando tempi e ritmi del gruppo.
Sviluppare consapevolezza corporea in ambienti nuovi e complessi.
I discorsi e le parole
Ascoltare storie e narrazioni.
Arricchire il lessico attraverso nuove esperienze.
Intervenire in modo pertinente durante conversazioni e riflessioni condivise.
Immagini, suoni, colori
Osservare libri illustrati e pop-up.
Riconoscere forme e colori.
Stimolare immaginazione e creatività attraverso il gioco simbolico.
La conoscenza del mondo
Scoprire luoghi culturali del territorio.
Avvicinarsi alla storia e alle tradizioni locali.
Comprendere la funzione degli spazi pubblici.
Educazione Civica
Rispettare regole condivise.
Conoscere comportamenti corretti nei luoghi pubblici.
Sviluppare senso di responsabilità e sicurezza.
Prendere consapevolezza del valore del patrimonio culturale.

Questa esperienza non è stata solo una gita, ma un vero viaggio di crescita.
Un viaggio fatto di piccoli passi, di mani strette forte, di occhi curiosi nel buio del labirinto e di cuori che battevano insieme.
I bambini hanno imparato che esplorare significa fidarsi, che il coraggio nasce quando ci si sente accompagnati e che ogni nuova strada, anche quella più stretta e buia, può trasformarsi in una scoperta meravigliosa se percorsa insieme.
E così, tornando a scuola, non abbiamo riportato solo ricordi, ma bambini un po’ più grandi dentro, più sicuri, più consapevoli, pronti a continuare il loro viaggio nel mondo. 

giovedì 25 dicembre 2025

Il percorso verso lo spettacolo di Natale alla Scuola dell’Infanzia di Cetona

In occasione delle festività natalizie, alla Scuola dell’Infanzia di Cetona è stato realizzato un percorso educativo e inclusivo che ha condotto alla messa in scena dello spettacolo di Natale, frutto di un lavoro condiviso, graduale e rispettoso dei tempi e delle caratteristiche di ogni bambino e bambina.

La storia scelta come filo conduttore nasce dalla rielaborazione del racconto di Orso Buco, una narrazione già familiare ai bambini, che ha permesso loro di sentirsi fin da subito coinvolti e sicuri. A partire da questo riferimento, è stata costruita una nuova storia di Natale, pensata per essere accessibile, comprensibile e ricca di stimoli.

La vicenda racconta di una fredda notte d’inverno in cui Babbo Natale, pronto a partire per consegnare i regali, si accorge che la sua slitta è scomparsa. Inizia così una ricerca nel bosco, durante la quale incontra diversi animali (quelli appunto della storia di Orso Buco) — l’orso, la volpe, il rospo e la formica — fino a ritrovare la renna Cometa. Insieme, seguendo una lunga scia bianca, arrivano ai piedi della montagna e scoprono che la slitta li sta aspettando proprio lì, scintillante sotto la luna piena. Il racconto si conclude con un messaggio semplice ma profondo: le cose importanti si trovano quando si mette il cuore.


La storia è stata inizialmente rappresentata attraverso i burattini, strumento che ha favorito l’attenzione, la partecipazione emotiva e l’inclusione di tutti i bambini, permettendo anche a chi ha maggior bisogno di mediazione comunicativa di seguire e comprendere il racconto. La narrazione è stata ripetuta più volte, consentendo a ciascuno di interiorizzare i passaggi, riconoscere i personaggi e sentirsi parte della storia.




Il percorso ha toccato diversi campi di esperienza, con particolare attenzione a Il sé e l’altro, attraverso la conoscenza delle tradizioni legate al Natale e a Babbo Natale, e allo sviluppo di competenze logico-spaziali. Sono stati infatti affrontati e rinforzati i concetti topologici (sopra/sotto, vicino/lontano), i colori già conosciuti e, per i bambini di tre anni, è stata avviata un’introduzione alle forme geometriche, che verranno approfondite nella seconda parte dell’anno.

 

La slitta di Babbo Natale ha inoltre permesso di riprendere il tema dei mezzi di trasporto, affrontato all’inizio dell’anno scolastico, collegandosi allo sfondo integratore del viaggio, che accompagna l’intero percorso educativo annuale.

Le piccole slitte in stoffa sono state anche le protagoniste nella caccia al tesoro fatta ogni mattina dai fiororsi

Mentre per i tre anni gli stessi messaggi arrivano portati da piccoli buffi gnomi.

Per consolidare gli apprendimenti, sono state proposte diverse attività operative e laboratoriali. Ad esempio, i bambini di tre anni hanno realizzato Babbo Natale utilizzando forme geometriche: un cerchio per il corpo, un triangolo per il cappello e i regali posizionati in basso. Attività pensate per essere accessibili a tutti, valorizzando le capacità individuali e promuovendo la partecipazione attiva.

I fiororsi invece hanno collaborato alla realizzazione degli alberi invernali per la scenografia dello spettacolo

e sul calendario dell'avvento, il passare del tempo e i numeri.


Alla storia sono state affiancate canzoni originali, una in lingua italiana e una in lingua inglese, oltre a una poesia coerente con la narrazione. Anche in questo caso, il lavoro è stato strutturato in modo inclusivo, permettendo a ciascun bambino di esprimersi attraverso il canto, il movimento o semplicemente la presenza consapevole.

Lo spettacolo è proseguito con le canzoni e la poesia, per poi concludersi con un’ulteriore esperienza musicale, svolta sia con l’insegnante di classe sia con l’esperta Ana.


Lo spettacolo di Natale ha rappresentato la restituzione finale di questo percorso: non una semplice esibizione, ma la dimostrazione del lavoro svolto. I bambini  hanno presentato due brevi brani realizzati insieme all’insegnante di musica Ana e l'insegnante Margherita in cui suono e movimento si sono integrati in modo armonioso. 

Un percorso che ha unito narrazione, musica, movimento e relazione, valorizzando ogni bambino nella sua unicità e rafforzando il senso di appartenenza alla comunità scolastica.



La conclusione ha visto un momento particolarmente significativo dal punto di vista relazionale e inclusivo: un laboratorio condiviso in cui genitori e bambini, insieme, hanno costruito un libro sensoriale che raccoglie tutte le parti della storia.



Questo libretto, una volta completato, è diventato il regalo di Natale dei bambini, accompagnato da un biglietto in cui ciascuno si è trasformato in un piccolo aiutante di Babbo Natale: i grandi alla guida della slitta, mentre i bimbi di tre anni erano gli elfi che vi caricavano i regali.


Ecco i regalini dei tre anni finiti e confezionati, con il biglietto davanti!

E questo quello dei Fiorellini e degli orsetti 




Il nostro periodo di Natale è stato reso speciale da una presenza magica che ci ha accompagnato per tutto il mese di dicembre, creando attesa, sorpresa ed emozione ogni giorno. 

I bambini più grandi, già lo conoscevano e ne aspettavano con ansia il ritorno.

NATALINO.


Il nostro piccolo amico elfo ci ha fatto compagnia con dolcezza: ci ha regalato scherzetti, messaggi pieni d’amore, ci ha aiutato a ricordare quanto siano importanti i gesti gentili e ci ha portato materiali per realizzare insieme tanti lavoretti creativi.

Quest'anno in compagnia della moglie Tapalina e del fratello Tapalino.

Ogni mattina Natalino si faceva trovare in un posto diverso, trasformando il suo arrivo in un momento di meraviglia e curiosità, tra sorrisi, ricerca e stupore, rendendo l’attesa del Natale ancora più magica per tutti i bambini. 



Infine non poteva mancare 
Babbo Natale!!!

Tra giochi, emozioni e scoperte, abbiamo costruito qualcosa che va oltre il Natale: un tempo condiviso che ha dato significato alle relazioni e ai piccoli gesti quotidiani.
In questo percorso abbiamo imparato che la magia non è qualcosa da aspettare, ma qualcosa da creare insieme, ogni giorno.



giovedì 4 dicembre 2025

"ORSO BUCO" Non solo un libro


Il nostro percorso parte dalla lettura di un libro intitolato “Orso, buco!” .
si collega al tema dell’anno scolastico perché è un viaggio di questi 5 amici fatto di esplorazione e accoglienza.

Il protagonista è un Orso, che si è perso e non riesce più a trovare la sua tana. Inizia così un viaggio pieno di ostacoli e scoperte:

- Orso attraversa un fiume, un deserto,  un bosco, incontra buchi e tane che sembrano promettenti.
- Ogni tana che esplora appartiene però a qualcun altro: Volpe, Rospo, Formica.
- La narrazione è costruita con forme, colori e suoni.
- Alla fine, Orso trova finalmente la sua tana, chiudendo il cerchio della sua esplorazione ma con tanti amici vicino a sé.

La struttura è ricorsiva e musicale, con onomatopee e azioni mimabili, che coinvolgono i bambini nel racconto anche fisicamente.

- Favorisce l’identificazione: 
come Orso, anche i bambini sono “alla ricerca della loro tana”, cioè del loro posto nella scuola.
- Stimola l’esplorazione: 
incoraggia a conoscere nuovi ambienti, materiali e compagni.
- Promuove il gioco simbolico:
 i bambini possono rivivere la storia cercando tane e superando ostacoli, drammatizzandola con i burattini o semplicemente con dei cerchi differenti per colore e grandezza
- Sviluppa il linguaggio e la memoria nella successione dei vari momenti e sequenze.

Iniziamo il percorso raccontando la storia di Orso Buco attraverso l’uso dei burattini, che i bambini ormai conoscono e amano.

 Contemporaneamente, alla lavagna vengono disegnati i vari percorsi. Dall’ascolto si passa all’esperienza pratica: i bambini vivono la storia camminando su corde dritte, curve e a zig-zag, proprio come accade nel racconto, sviluppando coordinazione motoria, orientamento spaziale e comprensione narrativa.

In classe, i bambini lavorano sul quaderno svolgendo attività di pregrafismo: linee lunghe e corte, verticali e orizzontali, con l’obiettivo di affinare il controllo del gesto grafico e preparare la mano alla scrittura.

Vengono poi consegnati i cerchi e si realizza l’associazione con gli animali della storia. L’associazione tra cerchi di diverso colore e grandezza corrispondenti agli animali consente ai bambini di collegare un simbolo astratto a un referente concreto, favorendo il pensiero logico, la classificazione e la capacità di rappresentazione.
 I bambini mettono i cerchi in ordine dal più piccolo al più grande e viceversa, lavorando sulla seriazione, li nominano e verbalizzano le scelte compiute.

Successivamente viene chiesto di prendere l’animale corrispondente al cerchio anche in lingua inglese, per sviluppare l’apertura a una seconda lingua.

Esempio: al comando “Catch the frog” i bambini devono prendere il cerchio verde.
Vengono consegnati anche dei fili. 
L’insegnante inizia a raccontare nuovamente la storia mentre i bambini la interpretano al tavolo utilizzando gli elementi corrispondenti. 
Il barattolo rappresenta il buco dentro cui i personaggi cadono. 
Questa attività favorisce la comprensione della sequenza narrativa, il gioco simbolico e la rielaborazione personale del racconto.

 Successivamente i bambini continuano a sviluppare motricità fine e creatività utilizzando i fili in modo libero, sperimentando materiali e soluzioni personali.

Aspetto grafico pittorico:
disegnando la storia.
Disegnare seduti favorisce:
• la motricità fine, l'impugnatura  e il controllo del gesto grafico
• la concentrazione prolungata e l’attenzione al dettaglio
• una visuale ravvicinata e orizzontale, e' funzionale alla precisione e alla strutturazione di uno spazio più piccolo.
Dipingere in piedi favorisce:
• una visuale verticale e frontale, più immersiva e coinvolgente
• il controllo globale del corpo, con movimenti avanti–indietro e laterali
• la consapevolezza spaziale, evitando urti con i compagni
• la coordinazione oculo-manuale su superfici ampie e della mobilità del polso
• l’attenzione al non mescolare i colori in modo involontario, sviluppando autocontrollo e intenzionalità
L’uso della musica classica come sottofondo sostiene ulteriormente l’attività pittorica, favorendo:
• rilassatezza emotiva

Per quanto riguarda la metafonologia, sono stati utilizzati animali e parole della storia per andare alla ricerca del suono iniziale e per favorire la conoscenza delle vocali. 
I bambini hanno lavorato inizialmente con esercizi mirati a posizionare correttamente le labbra e allenare la muscolatura labiale, sviluppando consapevolezza fonologica e competenze di prerequisito alla lettura.
Guardarsi non solo aiuta a comprendere meglio, ma è anche più divertente!
Passaggio successivo: osservare le foto delle bocche e associare il suono e il grafema corrispondente.
Andiamo alla ricerca anche delle immagini che iniziano con i fonemi richiesti.
Sempre per esercitare la conoscenza delle vocali e di alcune lettere presenti nella storia, abbiamo utilizzato i bastoncini di legno per costruire, ad esempio, la E di elefante o la V di volpe, favorendo l’apprendimento attraverso la manipolazione concreta e la costruzione della lettera
Sulla lavagna, dal pregrafismo 
alle lettere...
 sembra semplice ma non lo è ...
Sul quaderno ci siamo esercitati a scrivere correttamente le vocali, arricchendo il lavoro con i disegni corrispondenti, per rafforzare il legame tra suono, segno grafico e significato.
Continua l’esercizio della motricità fine che si collegherà poi alle successive attività musicali. Accendiamo lo stereo, a ritmo e utilizzando il solo indice, facciamo scorrere la formica lungo il percorso, allenando precisione, controllo e coordinazione; inoltre viene fatta una discriminazione di suoni lenti e veloci.

Attività musicali: 
1- Il libro è stato letto di nuovo e per ogni pagina è stata creata un’attività musicale ad hoc, con brani musicali in cui si alternano 1/2/3 temi in base al numero dei personaggi e alle loro andature. 
Ogni “Cascano in un buco” e' accompagnato da un semplice chant ritmico e conclusione sui gradi della scala dominante- tonica. 
2- La lavagna magica: abbiamo messo al centro dei fogli su cui sono disegnati diversi tipi di linee (curve, spezzate ecc…) , senza spiegare niente è stato chiesto di chiudere gli occhi. L’insegnante ha cantato un semplice ritornello: “se chiudi gli occhi puoi meglio sentire, il mio disegno potrà indovinare, forse un serpente forse una nuvola forse una goccia
 che scende giù”.
 Alla fine del canto, un bambino ha disegnato sulla schiena di un altro uno dei disegni a terra, quest'ultimo deve indovinare l’immagine;
 a turno lo hanno fatto tutti.
Hanno giocato quindi all’ascolto corporeo con  linee spezzate e curve, 
 in un modo diverso dal solito.

3- Attività grafiche e motricità fine: collegare il pallino dello stesso colore con un tipo di linea richiesto.
Ritagliare le linee diverse 

4- Le immagini sono state sperimentate anche in modi diversi, con improvvisazioni vocali in cui i bambini hanno vocalizzato liberamente seguendo la linea del foglio. 

Successivamente, le linee sono state esplorate anche dal punto di vista musicale, trasformando il segno spezzato e quello curvo nei corrispondenti parametri sonori di staccato e legato, attraverso attività specifiche mirate allo sviluppo di questo aspetto del suono.

 6- In conclusione, è stata proposta un’esperienza musicale-pittorica svolta in laboratorio, predisposto con grandi fogli appesi alle pareti.
Inizialmente sono state esplicitate le regole dell’attività: i colori non possono essere mescolati e ciascun bambino rimanere nel posto scelto per tutta la durata del brano musicale; 
al termine del primo ascolto, i bambini cambiano postazione.
Il brano musicale proposto e' lo stesso già sperimentato durante l’attività di movimento ed caratterizzato da una marcata alternanza tra staccato e legato, affinché lo stimolo sonoro possa trasformarsi in segno pittorico.
Il cambio di postazione permette ai bambini di lavorare sulla capacità di condividere il proprio elaborato con gli altri e di contribuire alla realizzazione di un’opera d’arte collettiva.

Importante è stato anche il momento del lavaggio dei pennelli: attraverso l’acqua si osservano le mescolanze e le sfumature dei colori, ci si prende cura del proprio materiale e si impara a usarlo, pulirlo e riordinarlo, sviluppando senso di responsabilità e autonomia.

Corpo e movimento in classe:
Lavoriamo sulle posture degli animali e sulle diverse andature attraverso una serie di indovinelli che invitano i bambini ad ascoltare, riflettere, elaborare, indovinare,rispondere ed eseguire.
Esempio: “Animale grosso presente nella storia” – risposta: elefante
  il bambino inizia a camminare in modo lento e pesante come l'elefante.
L’obiettivo è sviluppare consapevolezza corporea, ascolto attivo e capacità di associazione.

L’aspetto matematico
 non può mancare: si utilizzano le costruzioni del colore degli animali della storia per continuare il lavoro di associazione.
 Si creano colonne, si contano gli elementi, si osserva dove sono di più, di meno o uguali. L’insegnante chiede di creare colonne da 3, da 5 e da 7 elementi e si confrontano le quantità.
 Successivamente si lavora su schede appositamente create, sempre legate alla storia, come verifica dei concetti appresi.

Su un foglio bianco sono stati incollati dei tappi colorati che richiamano i personaggi della storia dell’orso: 
il verde per la rana e il rosso per la volpe. 
I bambini, utilizzando la matita, hanno tracciato segni circolari intorno ai tappi, seguendone il contorno e ripetendo il movimento più volte in modo libero e personale.
Obiettivi: favorire la coordinazione
 oculo-manuale, sviluppare la motricità fine, consolidare la corretta impugnatura della matita, esercitare il controllo del gesto grafico e rinforzare l’associazione tra colori e personaggi della storia.

 Il lavoro viene riproposto utilizzando al centro del foglio un puntino realizzato con il pennarello. Intorno a questo segno i bambini tracciano liberamente linee circolari con la matita, concentrandosi sul movimento e sul controllo del gesto grafico.

Nella nostra offerta formativa non può mancare l'attività legata al coding, ovviamente proposto  collegandolo alla storia dell’orso per sviluppare il pensiero logico, la capacità di pianificazione e la sequenzialità.
Obiettivi:
- rinforzare il concetto di destra e sinistra
- Imparare a leggere un codice
- Saper cambiare ruolo: da robot esecutore a programmatore
- Collaborare per il raggiungimento di uno scopo comune
Strumenti:
- Tessere di Codyfeet da pavimento
- Tessere di Codyfeet da tavolo da ritagliare
Metodologia
Apprendimento attivo e laboratoriale:
i bambini apprendono attraverso l’esperienza diretta e il movimento.
Apprendimento cooperativo:
lavoro in piccoli gruppi per favorire collaborazione, confronto e aiuto reciproco.
Alternanza di ruoli:
i bambini sperimentano sia il ruolo del programmatore sia quello del robot, per comprendere la
relazione tra codice e azione.
Definizione degli step:
1. Conosciamo il codice – esercitazione
Fase propedeutica in cui si spiega ai bambini che ogni tessera ha un significato diverso e deve
quindi essere codificata: il segno va interpretato e tradotto in un’azione, secondo uno dei concetti 
basilari della programmazione, ovvero “IF… THEN…” (“SE la freccia è rossa, ALLORA giro a
destra”).
Sono inoltre presenti alcune tessere speciali che riportano il cerchio del colore del personaggio
della storia già nota ai bambini.
2. Facciamo pratica
L’insegnante costruisce brevi percorsi e i bambini si esercitano nell’utilizzo delle tessere.
3. Costruiamo il nostro codice: tessere base → tessere speciali
In un percorso semistrutturato, i bambini devono inserire le tessere speciali con i cerchi dei
personaggi nel punto corretto. Successivamente eseguono il percorso costruito.
4. Costruiamo il discorso su carta
I bambini ricevono un foglio A3 con un percorso stampato composto da tessere base, nel quale
mancano le tessere speciali dei personaggi (come nel punto 3). Devono inserirle nei punti corretti,
in base alla comparsa dei personaggi nella storia, lungo il percorso di Orso sulla carta.
Successivamente scambiano il foglio con un compagno, che verifica la correttezza del percorso.


Il percorso termina con un lungo e attento lavoro dedicato alla costruzione personale del libro. (Immagini a inizio articolo)
Ai bambini vengono fatte richieste precise e significative, fondamentali nel percorso di crescita e nel raggiungimento degli obiettivi.

Ogni bambino, con il libro davanti e il kit riposto in una busta trasparente sotto al tavolo, prende solo il materiale richiesto (anche in inglese) e lo incolla nel punto indicato, lavorando sui concetti topologici. 
Questa attività richiede attenzione, discriminazione dei materiali, rispetto dei tempi di lavoro (più o meno uguali per tutti) ed è un ottimo esercizio preparatorio ai requisiti richiesti nella futura scuola primaria, ad esempio durante un dettato.

I bambini imparano a sfogliare il libro con cura, senza saltare le pagine o prenderlo al contrario, e a organizzare il tavolo di lavoro con colla, libro, pennello e giornale per non sporcare. Questo processo è importantissimo, più del risultato finale, perché saper organizzare il tavolo, il materiale e il lavoro è la base per uno studio futuro ordinato e ben strutturato.
 Anche il rispetto dei tempi di lavoro è fondamentale per non rimanere indietro.

Infine ogni bambino racconta la storia: 
chi con il libro originale, chi con il libro costruito, chi utilizzando solo le forme, chi con i burattini. 
Questo momento è fondamentale per esercitare il linguaggio, l’emotività del parlare davanti agli altri, interiorizzare la successione temporale del racconto e saper narrare la stessa storia con strumenti diversi. 
Si lavora così sulla capacità di astrazione, rielaborazione, uscita dalle stereotipie e utilizzo di materiale non convenzionale per produrre lo stesso contenuto narrativo.
Un lavoro davvero ricco e significativo, che ha coinvolto tutti i campi di esperienza, permettendo di lavorare su più obiettivi contemporaneamente.