
Il 20 gennaio, Giornata del Rispetto, e il 27 gennaio, Giornata della Memoria.
Due ricorrenze diverse, ma profondamente intrecciate, che ci accompagnano durante tutto l’anno scolastico. È infatti nell’infanzia che si pongono le basi della cooperazione, dell’inclusione, della gentilezza e di tutti quei valori che permettono di crescere in armonia, diventando adulti consapevoli e capaci di rendere il mondo un luogo accogliente e bello da vivere per tutti.
Affinché i bambini possano davvero comprendere questi concetti, rielaborarli e farli propri, è necessario lavorare con tempi distesi, rispettando i loro ritmi interiori. Proprio per questo motivo abbiamo scelto di affidarci a un unico libro, da esplorare con calma e profondità, che racchiudesse entrambe le tematiche fondamentali:
il rispetto e l’inclusione.
Il percorso ha avuto inizio con la lettura di un libro intitolato "VIETATO AGLI ELEFANTI"
per fissare nella mente dei bambini immagini, parole ed emozioni. Successivamente, seduti in cerchio, abbiamo dialogato insieme sui momenti più significativi del racconto, soffermandoci sulle emozioni vissute dai personaggi.
Con i grandi abbiamo fatto il disegno della storia
Inoltre, ci siamo interrogati su cosa sia la memoria, sul perché sia importante ricordare e su cosa significhi farlo. Attraverso una conversazione guidata,
i bambini sono giunti a comprendere che ricordare serve a non ripetere gli stessi errori. Per rendere il concetto più concreto, abbiamo utilizzato esempi legati alla loro esperienza quotidiana: se spingo un compagno, lui cade, si fa male e piange. La memoria serve a ricordare quel gesto, a riconoscerlo come sbagliato e a impegnarsi per non ripeterlo.
Al contrario invece un sorriso costa poco e vale molto
Il giorno seguente la storia è stata riproposta attraverso l’uso dei burattini, offrendo ai bambini l’opportunità di ricostruire le sequenze narrative e di arricchirle con la propria immaginazione, rendendole ancora più vive e significative.
A ciascun bambino è stato chiesto di portare a scuola un animaletto di peluche, diventati inizialmente anche loro , i protagonisti della storia.
Dopo il racconto, ogni bambino ha descritto il proprio peluche:
il colore, la grandezza, il materiale....
I più grandi, nella loro classe, hanno giocato liberamente, avendo però cura di portare sempre con sé il proprio animaletto, accudirlo, proteggerlo e rispettarlo.
Attraverso questo gesto simbolico abbiamo lavorato sul rispetto:
come trattare ciò che è fragile, come prendersene cura, coccolarlo, nutrirlo.
Parallelamente, il rispetto è stato esercitato anche nelle relazioni tra pari, imparando ad attendere il proprio turno di parola e ad ascoltare gli altri: un esercizio complesso, che spesso mette alla prova anche noi adulti.
Per incentivare comportamenti gentili e l’uso di parole e gesti rispettosi, all’inizio della giornata gli insegnanti hanno concordato che, per ogni buona azione, atteggiamento positivo o momento di attenzione, ogni bambino avrebbe guadagnato uno o più cuori.
Un simbolo concreto e visibile dell’impegno quotidiano. I bambini di tre anni hanno portato i cuori a casa, mentre i più grandi li hanno attaccati su una striscia per creare una corona, diventando così i re e le regine della gentilezza: più cuori, più gesti buoni compiuti.
A conclusione di questa giornata, ogni bambino ha realizzato un elaborato personale e significativo: su un foglio ha incollato le sagome ritagliate di tutti gli animaletti, collocando al centro, in dimensione più grande, il proprio e disponendo tutt’intorno, in cerchio, quelli dei compagni.
Un gesto semplice ma ricco di significato, che ha permesso ai bambini di riconoscersi come parte di un gruppo, mantenendo la propria unicità. Questo lavoro è stato poi portato a casa come segno tangibile e concreto del percorso svolto, memoria visiva ed emotiva di un’esperienza condivisa.
Il 27 gennaio la storia “Vietato agli elefanti” è stata nuovamente raccontata con l’ausilio dei burattini. In entrambe le classi ci siamo poi seduti in cerchio e abbiamo scelto un gomitolo multicolore, simbolo di un insieme che accoglie ogni colore senza escluderne nessuno.
I fiororsi, insieme ai loro peluche, hanno lanciato il gomitolo ai compagni pronunciando una parola gentile, fino a creare una ragnatela che li unisse tutti, rendendo visibile il legame che tiene insieme il gruppo.
Ricreato poi sul foglio
Parallelamente, anche i bambini di tre anni sono stati coinvolti in un percorso ricco e significativo, costruito a partire da esperienze concrete e vissute.
Anche i pesciolini hanno portato da casa il proprio animaletto di peluche e lo hanno presentato al gruppo, descrivendone le caratteristiche. Insieme abbiamo osservato come tutti fossero diversi per forma, colore e dimensione, sottolineando che, anche se il proprio era quello a cui si era più affezionati, tutti meritavano lo stesso rispetto e la stessa attenzione perché ogni peluche era bello proprio nella sua unicità, proprio come noi.
A partire dalla storia, il lavoro si è poi concentrato sulle emozioni, in particolare sulla tristezza provata dai personaggi quando venivano esclusi. L’insegnante ha proposto alcune emozioni attraverso il corpo e l’espressione del viso; successivamente i bambini sono stati invitati a rappresentarle a loro volta. Il gruppo, osservando, doveva riconoscere l’emozione e riflettere su cosa si potesse fare per aiutare l’altro a stare meglio quando l’emozione era negativa. Da queste riflessioni sono nati abbracci spontanei e sinceri, gesti semplici ma profondamente autentici. Anche le emozioni positive sono state condivise nello stesso modo: la gioia diventava più grande quando veniva accolta e celebrata insieme.

Un ulteriore momento di condivisione ha visto i bambini seduti in cerchio passarsi un gomitolo: a turno ciascuno diceva il proprio nome e qualcosa che gli piace, come giocare a palla, ricevere un complimento dagli insegnanti o stare con la mamma. Ogni parola era accompagnata dal filo che si tendeva, fino a creare una ragnatela visibile: simbolo dell’intreccio della nostra amicizia, che unisce senza annullare le differenze.
Da questa esperienza è nato anche un cartellone, realizzato insieme e da tenere in classe sempre visibile, per ricordare il legame che ci unisce come gruppo: una grande amicizia fatta di storie, emozioni e relazioni diverse, ma tutte ugualmente importanti.
A fine percorso, le due classi hanno realizzato anche un cartello da appendere fuori dalla porta, per ricordare che tutti sono i benvenuti.
I bambini di tre anni lo hanno decorato con animaletti colorati, (foto a inizio articolo)
mentre i più grandi hanno disegnato se stessi, mettendo in evidenza le proprie differenze: perché ognuno è unico, e proprio per questo speciale.
In questo intreccio di storie, gesti e parole, i bambini hanno imparato che il rispetto nasce dall’ascolto, che la memoria è una bussola per il futuro e che l’inclusione è la forza che ci rende comunità.
Significativo passaggio:
Da ESCLUSIONE a INCLUSIONE
Piccoli passi compiuti insieme, per coltivare oggi la visione del mondo che sogniamo per domani.